La Saponaria: Regina dei saponi delicati

il mondo di Ivan, L'angolo della "Massaia"

Avete mai notato, entrando in un supermercato o un negozio specializzato, quanti saponi per delicati esistono in commercio?

Ho passato anni e anni a cercare il detersivo perfetto per lavare senza rischiare di infeltrire i miei maglioni in lambswool o cashemere… La risposta è giunta qualche tempo fa quando entrando in un negozio specializzato in saponi e detersivi ho ritrovato un prodotto che veniva esso usato da mia nonna Angela:

Caryophyllaceae_sp_Sturm25LA SAPONARIA

Da buon ligure non posso che amare questo sapone naturalissimo che nella mia regione è ancora molto diffuso, utilizzato sia per lavaggi a mano che in lavatrice.

La saponaria (Saponaria officinalis) è una pianta spontanea plurienne della famiglia delle Caryophyllaceae, a cui appartiene anche il garofano. Tra  principi attivi della piantaci sono le saponine (acido saporubinico e saprubrinico),  che sono contenute in tutte le parti della pianta ed in modo particolare nelle radici. Come dicevo, dalla pianta si ricava un detergente delicato per l’igiene personale e per le stoffe, utilizzato anche nel restauro di manufatti antichi.

La saponaria, a differenza di molti detersivi chimici, igenizza le fibre in modo naturale. Indicata soprattutto per le fibre più delicate (lana, cashemere, seta e angora) le pulisce  senza aggredirle, e proteggendo (grazie alle sue qualità) addirittura le lane dall’infeltrimento. Non crea problemi di allergie, ed è per questo anche molto indicata per lavare i capi di neonati e bambini.

Basta un bassissimo dosaggio (2-3 cucchiai da minestra) di questo magnifico detergente per pulire a fondo un maglione, donargli un profumo di vero pulito naturale, e che tra l’altro è praticamente biodegradabile al 99,9%!

In commercio è facilmente reperibile sia in polvere che come detersivo liquido ed alcune delle migliori sono quella della USE e della NUNCAS…ma la mia preferita (quella che si è sempre usata in  casa mia) è la PRESIDENT, prodotta da una ditta Genovese, reperibile in alcuni centri commerciali come Coop e Ipercoop o negozi specializzati in detersivi-

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Ivan

SEMI- OFF TOPIC: E’ L’ANNO DELLA PECORA!

il mondo di Ivan

Carissimi e Carissime followers, non so se lo sapevate ma ieri, 18 febbraio 2015, secondo l’oroscopo cinese siamo entrati ufficialmente nell’anno della pecora!

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Sarà dunque un anno propizio per noi knitter e amanti della lana?! Sarà forse il mistico anno in cui molti dei lavori in sospeso vedranno finalmente la luce in fondo al tunnel?!

Io per cominciare propiziamente l’anno della pecora ho appena partorito un nuovo progetto: Da oggi GLI INTRECCI DI IVAN sbarca anche su INSTAGRAM, dove potrete seguire in diretta lo sviluppo fotografico dei miei progetti!

Per festeggiare insieme queste due novità vi faccio un presente: Dal bellissimo sito Amigurumipatterns.net un fantastico free pattern di una pecorella amigurumi simpaticissima (che vedete nella foto sopra, creata dalla collega uncinettara All About Ami) che potrete scaricare: QUI

Ivan

Il Chiacchierino: Storia di un pizzo da lavorare in “leggerezza”

Chiacchierino, il mondo di Ivan

In oriente è Makouk. In Inghilterra viene chiamato Tatting, in Francia Frivolitè, in Germania Schiffshenarbeit (perchè il tedesco sembra sempre una parolaccia?)… Da noi è conosciuto come Chiacchierino, forse il merletto più conosciuto insieme al tombolo nel nostro paese.

????????????????????Mi sono avvicinato a questa tecnica  due anni fa, quando per caso ho conosciuto i gruppi di facebook Quelli che adorano il chiacchierino e Il Tatting delle Fate, dove ho avuto la fortuna ed il privilegio di conoscere due bravissime insegnati (Consuelo Piras e Anna M. Letizia Giachino) che mi hanno iniziato a questa stupenda arte. Non è una tecnica semplicissima, soprattutto quella a navetta; ma acquisita una certa manualità da risultati sorprendenti.

IL CHIACCHIERINO: CHE COS’E’?

Il Chiacchierino è fondamentalmente un merletto costruito con una serie di anelli e archetti. E’ un pizzo da decorazione adatto a bordure e viene spesso utilizzato per rifinire centrini, tende e colletti. Caratteristici di questa tecnica sono occhielli e archi di filo ricoperti da nodi (che danno un effetto visibile simile alla maglia bassa dell’uncinetto) e i pippiolini, piccole sporgenze che formano elementi decorativi, utilizzati anche per la costruzione dei motivi che creano la struttura del pizzo stesso.

LA STORIA

principessa-adelaide-2247346_0x420Le origini di questa lavorazione si perdono, così come per le leggende, nella notte dei tempi.

I primi esempi riconosciuti della diffusione di questa arte manuale però li ritroviamo nella Francia a cavallo tra il 1600 e il 1700, dove tra le dame di corte nacque la moda di lavorare questo merletto a navette, che veniva creato in leggerezza, chiacchierando, da qui forse nacque anche il termine “Frivolité” (frivolezza appunto)

Negli anni successivi, il chiacchierino divenne una vera moda, tant’è che molti di questi pizzi cominciarono ad essere applicati su abiti, lenzuola ed asciugamani nei corredi, conoscendo il suo periodo di massimo splendore durante l’Epoca Vittoriana, quando la lavorazione fu esportata in un tutta europa e da qui nel mondo.

In Italia il pizzo chiacchierino, nell’800 lavorato soprattutto dalle suore nei conventi, vivrà un’epoca di particolare successo popolare nel periodo tra le due guerre mondiali, quando le donne di casa preparavano i corredi matrimoniali, e soprattutto i colletti creati con questa tecnica venivano applicati agli abiti di gran moda.

Da qualche anno questa tecnica, in passato subissata da maglia e uncinetto e quasi scomparsa, sta reclamando il suo posto nel mondo del cucito, non più come semplice elemento decorativo per corredi, ma come gioiello da indossare. Sulla base del chiacchierino si sono create altre forme di “arte” come l’ ankars che arricchisce gli schemi del chiacchierino con l’aggiunta di perline e strass in vari colori, il chiacchierino celtico, e molto altro ancora.

Per chi volesse approfondire l’argomento storico di questo merletto consiglio due bellissimi libri vintage (entrambi pubblicati nel1984): History of Lace (Dover Pubns; Rev Enl edizioni) e Tatting: Technique and History (sempre Dover Publications, anche in versione digitale)

Con la speranza di avervi come sempre incuriosito, e di farvi avvicinare al mondo di queste arti che amo, vi aspetto in uno dei miei prossimi articoli dove comincerò a trattare delle TECNICHE DEL CHIACCHIERINO, e vi lascio con alcune immagini di miei lavori!

Ivan

OFF TOPIC – Il caffè greco e i canestrelli…due volti di una stessa moneta

il mondo di Ivan, Ricette di Ivan

In Grecia c’è un detto: “Italiani e Greci, una sola faccia”. Nel mio caso forse è più vero di quanto lo sia per altri.

Chi mi conosce bene sa sia delle mie origini elleniche, di cui sono molto fiero.(mi viene in mente Il mio grosso, grasso, matrimonio greco), che del legame con la terra che mi ha visto nascere e crescere, la Liguria. Io ho sempre vissuto in una realtà divisa tra due tradizioni.

Queste due terre, lontane geograficamente, ma tanto simili dal punto di vista territoriale, hanno fuso in me anche due tradizioni culinarie. E’ per questo che oggi voglio condividere con voi due ricette per una merenda Italo-Greca che consumo spesso mentre lavoro a maglia e che mi riporta inevitabilmente col cuore a casa.

CANESTRELLI ALLA GENOVESE

canestrelliINGREDIENTI

  • 300 gr di farina “00” (se riuscite a reperirla ancora meglio “000”)
  • 150 gr di burro ammorbidito
  • 150 gr di zucchero ammorbidito
  • la scorza gratuggiata di un limone non trattato o bio
  • zucchero a velo

PREPARAZIONE

Preriscaldiamo il forno a 180°C.
In una ciotola capiente montiamo il burro con lo zucchero, aggiungiamo poi l’uovo intero, la scorza di limone e per ultima la farina un poco alla volta. Cerchiamo di lavorare l’impasto poco e velocemente, così da rendere i biscotti più fragranti.

Stendiamo con un mattarello l’impasto ad una altezza di circa 1,5/2 cm, ricaviamo i canestrelli con una formina a fiore, e posizioniamoli su una teglia adatta ben distanziati tra loro. Inforniamo per 15 minuti sino alla doratura. Una volta raffreddati, spolveriamo con lo zucchero a velo.

CAFFE’ ALLA GRECA

L’origine del caffè greco si perde nella notte dei tempi, arrivando ad essere documentata anche intorno al 1100 a.C. Si tratta di un caffè pastoso e aromatico alla quale bisogna abboccarsi, con un lieve sentore di cioccolata!

IL NECESSARIO

  • Un BRIKI (tipico bollitore della tradizione)phpthumb_generated_thumbnail o un bricco in acciaio (di quelli per scaldare il latte vanno benissimo)
  • 2 cucchiai da the a testa + 1 di Caffè macinato fresco e molto fine (io ne ho acquistato di ottimo da MiSTERLiNO l’ultima volta che sono andato a Parma)
  • 1 chucchiaio da the di Acqua di Rose da pasticceria (facoltativa)
  • A seconda di come volete servirlo: vrastos glykys (molto dolce) 2 cucchiai da the di zucchero a testa –  glykos (dolce)  un cucchiaio da the di zucchero a testa – metrios (forte e amaro) senza zucchero

PREPARAZIONE

Per il caffè bollito alla greca ci vuole pazienza.

Mettiamo il caffè, lo zucchero e l’acqua di rose nel nostro briki, ed aggiungiamo una alla volta mescolando una tazzina d’acqua a testa + 1.

Posizioniamo il briki sul fuoco, che deve essere moderato (mai alto) e continuiamo a girare.  E’ consigliabile tenere il briki dal manico, in quanto durante la bollitura il caffé potrebbe fuoriuscire, in questo modo, invece, è possibile controllarlo.
Non appena il caffè in bollitura avrà raggiunto il bordo del briki, bisogna toglierlo dalla fiamma e lasciarlo depositare per un minuto circa, facendo scendere sulla parte bassa le polveri in ebollizione. Va versato nelle tazzine facendo attenzione alla distribuzione della schiuma.

Ivan

Il 28 febbraio tutti da MiSTERLiNO! arriva la mia prima conferenza!

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Ciao amici e amiche! Il 28 febbraio vi aspetto tutti a Parma per fare insieme una bella chiacchierata! Non mancate!

Il 28 FEBBRAIO 2015 dalle 15.00 alle 18.00 presso il Misterlino Officinalanacaffè

Barilla Center – Parma

CONFERENZA
“GLI STILI DELLA MAGLIA ANGLOSASSONE”
Ovvero tutto quello che avreste voluto sempre sapere su
Aran, Ganseys, Fair Isle e Pizzo Shetland

Incontriamo l’insegnate e blogger @Ivan Lazzaretti di “Gli Intrecci di Ivan” che con una chiacchierata ci guiderà attraverso un viaggio tra le isole della Gran Bretagna e gli stili più famosi di maglia che qui vengono lavorati da secoli, ormai famosi in tutto il mondo, per scoprire insieme i segreti e le tecniche che si nascondono dietro a questa straordinaria arte manuale.

Per Info:
https://www.facebook.com/GliIntrecciDiIvan

info@misterlino.com

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