Lady Diana: Icona di stile anche per la maglia negli anni ’80

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Oggi ricorre un triste anniversario.
Ricordo ancora quando 20 anni fa, ero appena un bambino di 9 anni, mi cadde la forchetta di mano sentendo annunciare al TG5 “Diana, Principessa del Galles si è spenta a Parigi a seguito di un tragico incidente automobilistico”.
Ancora oggi dopo tanto tempo quella donna semplice che aveva osato sfidare la corona inglese con la sua modernità viene ricordata da moltissime persone in tutto il mondo, sia per la sua vita, le sue opere umanitarie ma anche come grande icona di stile.
Lady D lasciò la sua impronta non solo nel mondo dell’haute couture, ma anche nel mondo della maglia.
Con questo articolo voglio dare il mio modesto tributo a memoria di questa grande donna, che seppe nella sua breve vita, toccare il cuore del mondo intero.
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La principessa era indubbiamente bellissima, e di questo la stampa e soprattutto gli obbiettivi dei fotografi se ne accorsero subito.
Era il 1982, quando Diana, novella sposa del principe Carlo, e già idolo delle masse, venne fotografata con indosso uno dei regali di nozze che ricevette durante il suo viaggio in Australia, il famoso “Kohala Jumper” della designer Jenny Kee (oggi esposto al Powerhouse Museum di Sydney)…. inutile dirlo fu subito moda, e la designer venne letteralmente bombardata di richieste da tutto il mondo per avere modelli uguali a quello della Principessa.  Quello fu solo il primo di una lunga serie di maglioni che Lady D sfoggiò nel coso di quel decennio e che divennero un vero e proprio stile che caratterizzò la maglia negli anni ’80 rilanciando diverse tecniche come quello della maglia “Australiana” ed il “Desert Designs” ispirati alla natura aborigena e selvaggia del Quinto continente, l’Armenian Knitting, lo stile Andino.

TRE PATTERN GRATUITI DA RAVELRY

La moda spesso è ripetizione, è un dato di fatto, ed alcuni tra i modelli indossati da Lady D. negli anni ’80 sono ancora oggi attualissimi ed indossabili.
Tra i molti maglioni indossati dalla Principessa Diana, oltre al  Kohala Jumper, due modelli in particolare catturarono l’attenzione della stampa mondiale: il BLACK SHEEP SWEATR  delle designer Joanna Osborne e Sally Muir che Lady D. indossò nel 1984 e della quale venne pubblicato per la prima volta il modello sulla rivista “Woman Magazine” riscuotendo un enorme successo,  e il PERUVIAN SWEATER indossato da Diana durante un’intervista al fianco del Principe Carlo.
Il terzo pattern è il COWICHAN SWEATER, una coppia di maglioni (uno da uomo, ed uno da donna) realizzati dalla designer Marjorie Peter su commissione del governatore della British Columbia come regalo di nozze per la coppia regale.
Tutti i modelli, se avrete il piacere di ricrearli, sono disponibili per il download gratuito su Ravelry.
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Chiacchierino ad ago livello 2, un mio nuovo corso a Milano

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Care amiche ed amici ormai (e finalmente oserei dire) Agosto è agli sgoccioli, e ciò significa anche l’inizio della stagione corsi del prossimo autunno e inverno.
Inaugurerò la stagione 2017/2018 a Milano da Punto dopo Punto nella sua nuova bellissima sede in Via Ettore Ponti 21 (Zona Romolo M2 – Barona).
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Il 16 settembre prossimo  dalle 14.00 presso il negozio di  Alessandra, potremo proseguire insieme l’avventura cominciata lo scorso giugno ed intraprendere il passo successivo nell’apprendimento del chiacchierino ad ago!
Durante le ore di insegnamento, dopo un breve ripasso delle tecniche base, verranno affrontati nuovi argomenti: lo SLIP RING (o cerchio contrario), vari metodi di inserimento delle perline, imparare a leggere gli schemi in lingua inglese, il chiacchierino bicolore.
Faranno da base pratica durante il corso alcuni bijoux da realizzare insieme all’insegnante, di crescente difficoltà, per apprendere al meglio le tecniche.
Ad ogni allievo, oltre agli schemi per la realizzazione dei bijoux, verrà anche fornita una dispensa da conservare per future lavorazioni!

Per informazioni ed iscrizioni vi prego di contattare:
Alessandra Gueli
​Telefono: +39 02 89125636
www.puntodopopunto.com

mail: puntodopopunto@outlook.it 

La macchina da cucire: storia di un capolavoro di meccanica

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Oggigiorno siamo abituati a tutte le comodità della tecnologia: per rimanere informati ci basta digitare sulla tastiera di un pc o uno smartphone e siamo subito collegati al mondo, se non abbiamo voglia di cucinare ci sono futuristici robot da cucina che possono preparare interi pasti per noi, per non parlare poi di lavatrici e lavastoviglie che ci hanno semplificato la vita… e così è anche per noi amanti del cucito ed hobbysti con la macchina da cucire!

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I primi tentativi di creare una macchina da cucire risalgono addirittura al XVIII secolo, ed i primi brevetti furono quelli di Fredrick Wiesenthal nel 1755 che inventò una macchina con un ago a due punte ed una cruna nel mezzo, e di  Thomas Saint nel 1790 che ne realizzò una in grado di produrre il punto catenella.
Questi primi apparecchi erano naturalmente azionati a manovella, e richiedevano una certa abilità in chi li usava per ottenere cuciture di buona qualità.

Nella prima metà del XIX secolo le macchine da cucire cominciarono ad evolversi, W. Hunt nel 1832 brevettò la cucitrice meccanica a due fili, E. Howe 14 anni più tardi ne brevettò una con funzionamento meccanico simile a quella del collega ma orizzontale.

Ma fu nel 1850 dal genio di Isaac Merrit Singer, fondatore l’anno successivo appunto della SINGER, che nacque la “macchina da cucire moderna”, un capolavoro di meccanica: La nuova macchina utilizzava un ago diritto e una navetta trasversale che creano insieme un punto annodato, presentava un braccio sospeso, un piano su cui appoggiare il capo in lavorazione, un piedino che ancorava il tessuto per evitare che venisse trascinato in alto dal moto dell’ago, e una ruota per il trasporto del tessuto che sporgeva da un’apertura nel piano di lavoro, il tutto azionabile a mano o a pedale.
In Italia la prima macchina da cucire venne prodotta dalla Salmoiraghi nel 1877
Da allora in molti lavorarono sul progetto di Singer, ed Il perfezionamento della macchina per cucire ha, in seguito, permesso di meccanizzare anche operazioni quali: ricamo, soprafilo, imbastitura, rammendo, cucitura dei bottoni, occhiellatura; trasformando la macchina primitiva nella macchina moderna della quale oggi probabilmente non sapremmo proprio fare a meno.

L’impiego della macchina per cucire ha velocizzato la produzione  di indumenti e telerie ed aumentando la  produttività ha fatto abbassare il costo della produzione degli abiti favorendo la creazione dei primi nuclei dell’industria delle confezioni in serie.

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GIZA: il cotone dalle mille potenzialità

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Quest’anno la primavera sembra essere un lontano miraggio, il clima sembra riportarci sempre indietro verso l’inverno… Questo maggio sembra essere troppo “caldo” per indossare la lana invernale, e troppo fresco per il cotone o il lino troppo sottili, ma ancora una volta Borgo de’Pazzi risponde alle nostre preghiere con un filato che sembra essere proprio perfetto per questo periodo!
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La prima cosa da dire su questo filato è: Dimenticate tutto quello che avete sempre pensato sul cotone da lavorare a maglia!
Solitamente la maggior parte dei filati in cotone sono mercerizzati, rendendo la fibra più lucida e meno voluminosa.
GIZA è un cotone egiziano di ottima qualità, con torsione ad S, e che non avendo subito alcun processo di mercerizzazione mantiene tutta la naturale morbidezza di questa fibra.
E’ disponibile in tinta unita in gomitoli da 50 gr di circa ±125 mt, ed in due versioni stampate: GIZA NEXT e GIZA PIU’ entrambre in gomitoli da 100 gr di circa ±250 mt e una varietà di colori molto interessante, che sicuramente sapranno avvicinarsi ai gusti di tutti.

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Il campione di GIZA è stato realizzato seguendo lo schema indicato dal sito Maglia-Uncinetto.it

Ho campionato Giza nella sua versione tinta unita utilizzando un paio di ferri in bambù 4,5 mm ottenendo un campione di 20 maglie x 10 cm. Il risultato è stato sorprendente prima e dopo la lavatura, quando il filato tende leggermente a gonfiarsi, rivelando tutta la sua morbidezza. La lazorazione è omogenea, senza interruzioni o fili spezzati, e la sensazione tattile che regala il filato lavorandolo è di morbidezza e freschezza.
I punti risultano ben delineati, in modo particolare le trecce risultando ben compatte e gonfie (proprio come devono essere), e nelle lavorazioni traforate anche complesse delinea trafori ben visibili e piacevoli. Tutte queste caratteristiche rendono Giza un filato duttile, adatto sicuramente ai capo spalla sia a maglia che all’uncinetto, ma anche alla creazione di accessori come scialli o cappelli da mezza stagione.

Volete un altro valido motivo per provare il nuovo filato estivo di Borgo de’Pazzi? Scaricate gratuitamente il nuovo modello Maglietta Geis di Alice Twain e mettetevi all’opera…il risultato sarà sorprendente!

Piedino per Patchwork o 1/4 di pollice

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Buongiorno cari followers, oggi 15° appuntamento  della nostra rubrica “Un piedino per ogni occasione“, che tratta del Kit universale di 32 piedini acquistabile su Amazon sulla quale ormai da un anno ci stiamo concentrando per svelare trucchi e segreti per rendere la nostra macchina da cucire un vero carro armato!
Oggi ci dedicheremo ad un piedino ben nota a tutti/e quelli/e di voi che amano il quilting!

PIEDINO PER PATCHWORK

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Il piedino per patchwork nasce proprio con l’intenzione di facilitare la vita a tutti coloro che si dedicano anima e corpo a questo colorato hobby, che richiede però molta precisione, sia nel taglio delle stoffe che nel loro assemblaggio.

Solitamente in metallo, liscio sulla parte inferiore, ed alcune tacche di riferimento per la cucitura sulla parte superiore, questo piedino premistoffa ha peculiarmente tre caratteristiche:
1) la distanza tra il foro attraverso quale passa l’ago ed il margine esterno del piedino è esattamente di 1/4 di pollice, ovvero 0,75 cm,ovvero l’esatta misura di cucitura necessaria durante l’assemblaggio delle varie pezze di patch americano.
2) Esistono 2 tipologie di questo piedino: Il piedino 1/4 di pollice con barra guida che presenta sul lato destro un’asta di metallo, e che permette di eseguire cuciture dritte allineandole al margine di taglio della pezza, ed Il piedino 1/4 di pollice semplice o senza barra guida che può essere utilizzato sia per cucire i margini, sia per cucire direttamente sul’imbottitura a seconda della tecnica patchwork che stiamo utilizzando.
3) Con questo piedino montato può essere utilizzato unicamente il punto dritto centrato (proprio come nel caso del piedino per cucitura dritta)

Per meglio comprenderne l’utilizzo, come sempre, qui sotto un video esplicativo che vi mostrerà come poter usare il piedino al meglio!