La maglia Ganseys a Parma!

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Circa un anno e mezzo fa sbarcavo per la prima volta a Parma ospite dell’ospitale Misterlino Officina Lana-Caffé con la mia Conferenza sugli stili della maglia angloassone.
SABATO 29 OTTOBRE 2016 sarò nuovamente ospite di Mister Lino per presentare un corso tutto dedicato ad uno stile maglieristico delle Channel Islands: la maglia Ganesey!

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Il corso si propone attraverso un percorso pratico e teorico di fornire agli allievi tutte le nozioni necessarie a creare un proprio maglione Gansey tradizionale.
Durante la lezione pratica saranno trattati temi storici, punti e curiosità legate a questo stile di maglia, ma parte centrale della lezione saranno i calcoli e le formule che permetteranno all’allievo, partendo dal campione, di poter creare un maglione dalla vestibilità perfetta sulla propria corporatura.
Nella parte pratica del work-shop invece lavoreremo sulla creazione di un mini-maglione per mettere in pratica quanto appreso durante la lezione teorica. Ci farà da guida il Sampler Ganseys di Beth Brown-Reinsel, autrice del manuale Knittng Ganseys.
La praticità di creare un mini maglione sarà quella di poter vedere, in poche ore, l’intera costruzione del capo, semplificando quindi la comprensione delle formule per creare un capo su misura. Questo tipo di lavorazione può essere inoltre un ottimo esercizio per sperimentare la lavorazione di un maglione bottom-up e del metodo EPS (il sistema di calcolo per le taglie di Elizabeth Zimmermann).

Ad ogni allievo sarà fornita una dispensa da conservare come guida per le future lavorazioni.

Per Info, costi e Prenotazioni potete contattare Alice Rabaglia(responsabile dei corsi di MisterLino) ai seguenti contatti:
Tel. 0521463736
e-mail: cellyall@gmail.com

Piedino da Ricamo e Rammendo

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Amici ed amiche, dopo un po’ di silenzio estivo (ma anche io ogni tanto necessito di un po’ di riposo) ecco che il blog riparte con una delle rubriche più seguite ed amate: “Un piedino per ogni occasione“. Oggi in questo 14° appuntamento ci addentriamo nel mondo del “Free-Motion Embroidery”, del Quilting e del rammendo…
Vi ricordo che il piedino trattato in questa puntata fa parte del Kit universale di 32 piedini acquistabile su Amazon.

PIEDINO PER RICAMO E RAMMENDO
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Il piedino per ricamo/rammendo è uno di quelli che proprio non può mancare nel kit base da tenere sempre a portata di mano quando andiamo ad usare la nostra macchina da cucire.
La conformazione del piedino è particolare. Si aggancia alla barra dell’ago, e può essere in metallo, metallo e plastica, o plastica; spesso per renderlo più agevole nell’utilizzo. Quasi tutti i modelli di questo tipo di piedino sono inoltre forniti di un sistema a molla verticale che aiuta a mantenere la stoffa ben pressata, in modo che non salga insieme al movimento del’ago durante la cucitura.
Sulla parte bassa il piedino presenta un foro aperto circolare, ovale o a goccia, in alcuni modelli può essere chiuso o aperto, con o senza linee guida. Il piedino con foro circolare permette l’utilizzo unicamente del punto dritto su stoffe semplici o trapunte piuttosto leggere, mentre le forme a goccia ed ovale facilitano le operazioni di ricamo anche su stoffe più voluminose (macchina permettendo) e di punti zig-zag o quilt.

Per l’utilizzo di questo piedino è necessario ABBASSARE LE GRIFFE DI TRASPORTO DELLA MACCHINA (come già avevamo visto ad esempio per il Piedino per Decorazioni circolari), e l’utilizzo, soprattutto in caso di ricami su stoffa semplice non trapuntata, di un piccolo telaio che permetta di tenere saldamente tesa la stoffa durante la cucitura.
Questo tipo di piedino è inoltre utilizzato per rammendare strappi, utilizzando il telaio, una teletta di inforzo, red il punto zig-zag o punto rammendo (se presente sul vostro modello di macchina).

Per meglio comprenderne l’utilizzo, come sempre, qui sotto vi inserisco un video esplicativo che vi mostrerà come poter usare il piedino al meglio!

Corso Sagomatura Scialle a Genova!

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Carissimi amici ed amiche, come state? Eccomi tornato dopo una breve pausa a “stressarvi” con un articolo sul blog!
Anche quest’anno le vacanze volgono al termine, e con l’arrivo della stagione autunnale ricomincia anche la programmazione del mio piano corsi per la F/W 2016-2017.

Inaugurerò la stagione a Genova il 10 settembre prossimo, presso il laboratorio delle Lanivendole in Vico S. Cristoforo 11 r (pressi Via Balbi, Stazione Piazza Principe), dalle ore 10.00 alle ore 18.00 con un corso che sicuramente interesserà tutti gli appassionati di scialli e stole!

TANTE FORME….TANTI SCIALLE

Il corso si propone attraverso un percorso pratico e teorico, di guidare gli allievi alla scoperta dell’ideazione e costruzione delle diverse forme di uno scialle.

Creando 10 mini-scialle + 1 a sorpresa scopriremo le regole fondamentali della costruzione di scialli Quadrati,
Rotondi e Triangolari e delle loro varianti più complesse (Spirali, Cuore, Stelle, ecc..) lavorati in piano ed in tondo con gioco di ferri o magic loop.
Verrà inoltre fornita ad ogni partecipante una dispensa di supporto da conservare come base per futuri lavori.

Il corso si propone quindi di dare una base per sviluppare i propri modelli partendo da un progetto e rendendolo realizzabile con la tecnica acquisita.

 
Per info ed Iscrizioni potete contattare il laboratorio delle Lanivendole all’indirizzo email: filitrameecolori@gmail.com

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Piedino per Orlo Invisibile – Blind Hem Presser Foot

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  • Amici ed amiche benvenuti al 13° appuntamento con “un piedino per ogni occasione“, la rubrica attraverso cui vi svelo qualche segreto per trasformare la vostra macchina da cucire in una “Ferrari”!
    Oggi, dopo esserci dedicati nelle scorse puntate a piedini di grandi dimensioni e con funzioni molto particolari, torniamo a dedicarci ad un grande classico contenuto nel Kit universale di 32 piedini acquistabile su Amazon.

    PIEDINO PER ORLO INVISIBILE

    blind hem 6-03Questo piedino può essere trovato in commercio in due versioni: una completamente in metallo che presenta una linguetta fissa al centro, l’altra (quella nella foto accanto) presenta invece una guida regolabile tramite la rotazione di una rotella, che permette di aggiustare la distanza tra punto e stoffa.

    L’orlo invisibile è tutt’altro che difficile da realizzare, soprattutto se utilizziamo questo piedino. Le macchine moderne, anche le più basiche,  possiedono tutte il punto per orlo invisibile (molte anche quello per tessuti stretch). Con questa funzione la macchina esegue i punti sull’orlo interno e aggancia il tessuto con piccoli punti regolari per mantenerlo in posizione, rendendo la cucitura praticamente invisibile sul dritto del tessuto, e creando quindi finizioni molto eleganti per pantaloni, gonne, tende, ecc…
    Il piedino può inoltre essere utilizzato per sostituire il piedino per sorpaggitto per rifinire margini, e per cucire bordi e trine sottili di guarnizione.

    FARE UN ORLO INVISIBILE

  • Ripiega l’orlo come mostrato nell’immagine. Con degli spilli puntalo al centro e poi ripiegalo al’indietro su se stesso lasciandolo piatto.
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  • Imposta la macchina da cucire sul punto per orlo invisibile e monta sulla macchina il piedino apposito (vedi video a fondo articolo). Posiziona l’orlo sotto il piedino con il bordo piegato rivolto verso l’alto e contro la guida. Cuci attraverso l’orlo, agganciando la piega quando l’ago si sposa verso sinistra
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  • Apri l’orlo, sistemalo, e stiralo
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E come sempre ecco a voi un video per fugare ogni dubbio su come montare ed utilizzare il piedino!

Filet ad Uncinetto: Storia e qualche segreto!

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Ho una grande passione per l’uncinetto… Come sa bene chi mi segue da tempo, è stata la prima tecnica che imparai e che mi avvicinò al mondo creativo. In questi giorni, proprio per “disintossicarmi” da tutto il lavoro a maglia che ho realizzato durante la stagione scorsa, ho deciso di riprendere in mano il famoso centro natalizio a filet di Mani di Fata inziato lo scorso autunno.
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LA STORIA E LA TECNICA
Il filet ad uncinetto è una tecnica antica che nasce come semplificazione del ben più elaborato marletto a filet creato con la tecnica Mòdano, che prevede la creazione di una vera e propria rete da pesca con l’ausilio di un particolare ago di legno a doppia cruna, che viene poi successivamente ricamata creando motivi geometrici spesso ispirati alla natura con  un gioco di pieni e vuoti utilizzando punti particolati (chiamati punto tela, punto rammendo e punto spirito).
L’uncinetto interpreta e semplifica l’effetto della lavorazione modano creando una rete a maglie alte e catenelle, che crea una serie di quadrati a distanza regolare tra loro. A differenza di quanto avviene per la lavorazione a modano, i quadrati pieni che creano il disegno sulla rete, non vengono ricamati successivamente, ma si creano contestualmente alla rete, lavorando alternativamente pieni e vuoti quando richiesto dallo schema.
Insomma, lavorare a filet significa in pratica “disegnare” con l’uncinetto.

LEGGERE GLI SCHEMI 

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Un semplice schema a filet per bordure

Come accade per il punto croce (della quale tra l’altro si possono utilizzare gli schemi) e le lavorazioni jaquard o intarsio, il filet si lavora seguendo con attenzione un grafico a griglia quadrettata, solitamente in bianco e nero.

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I simboli più comuni dei punti utilizzati nel filet

Ogni quadretto vuoto (chiamato anche spazio) indica un foro nella rete (cioè 1 maglia alta e due catenelle oppure 1 maglia alta doppia e 3 catenelle per una lavorazione più traforata) e il quadretto pieno un gruppo di 3 maglie alte (o tre maglie alte doppie) che deve riempire un quadretto della rete per creare il disegno. Oltre ai gruppi e agli spazi usati nel filet tradizionale, le reti si possono arricchire anche con archetti e rete ad archetti che sono spazi più ampi.  Un archetto da come risultato uno spazio doppio, occupando quindi lo spazio di due quadretti  orizzontali sul grafico. Si ottiene lavorando 1 maglia alta, 5 catenelle, saltare 5 catenelle del giro precedente (oppure 2 spazi), 1 maglia alta. La rete ad archetti crea invece un punto con una forma a “V”, e come l’archetto occupa lo spazio di due quadretti orizzontali nel diagramma. Si ottiene lavorando 1 maglia alta, 3 catenelle, 1 maglia bassa in corrispondenza della catenella centrale (o maglia alta) della riga precedente, 3 catenelle, 1 maglia alta. Combinati questi due punti, come detto in precedenza, occuperanno 2 quadretti orizzontali e 2 quadretti verticali dando come risultato un effetto decorativo alla rete a filet.
Grazie poi ad aumenti e diminuzioni (che tratterò in un articolo seguente) il lavoro a filet può essere sagomato per ottenere lavorazioni dall’effetto visivo molto decorativo e particolare (come ad esempio il centrino natalizio di cui vi parlavo in capo all’articolo), e non semplicemente quadrati o rettangoli.
QUANTE MAGLIE AVVIARE?
Un dubbio che spesso insorge in chi si appresta a cominciare un centro o un qualunque modello a filet è: Ma quante cavolo di maglie devo avviare?!!!!
La risposta è semplicissima. Una volta individuato l’inizio dello schema (che spesso, tranne nei casi indicati diversamente sul diagramma stesso, è la prima riga di lavorazione), basterà contare il numero di quadretti che compongono il grafico, moltiplicare questo numero x 3 (o x 4 se decidete di utilizzare la tecnica a maglie alte doppie) ed aggiungere al risultato 1. Un esempio pratico:
Per un grafico composto da 10 quadretti avvierò 31 maglie (10 x 3 + 1).
Importante è anche ricordarsi di avviare in aggiunta alle maglie di avvio anche il corretto numero di catenelle necessarie a voltare!

UN LIBRO SULL’ARGOMENTO
81l4Z3fnsFLUNCINETTO A FILET (Il Castello Editore – 2008) di Betty Barnden è la traduzione in italiano di un manuale davvero valido su questa tecnica.
Sviluppato su 96 pagine, tutte a colori, con schemi grafici di facile interpretazione, spiegazioni scritte e tecniche spiegate in una terminologia di semplice interpretazione questo manuale potrà guidare al meglio tutti coloro che vogliono addentrarsi tra i meandri di questa tecnica facile e divertente.

Il libro è inoltre corredato da più di 70 schemi utilizzabili per creare da se i propri centri e modelli a filet!