BACK IN TIME FOR TEA on Ravelry!

Eventi e Promozioni, Fair Isle, il mondo di Ivan, Maglia, Pattern, pattern, Tecniche della Maglia, Uncategorized, World Knitting

 

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Back in Time for Tea, il mio nuovo pattern da oggi su Ravelry!

Da oggi non avrete più scuse per tardare all’ora del tea!

 

Il mio nuovo pattern è da oggi disponibile sul mio Ravelry Store!
Un paio di confortevoli e caldissime moffole, realizzate con il filato AMORE 160 della filatura toscana Borgo de’Pazzi, divertenti e colorate che vi faranno compagnia durante l’inverno!
Le moffole sono lavorate in tondo su gioco di ferri a 2 o 3 colori con la tecnica dei fili incrociati (weaving). Il terzo colore può essere inserito in fase di lavorazione, o ricamato a punto maglia una volta eseguite le moffole .

Il palmo delle moffole è ispirato alle Traditional Mittens (Muffole Tradizionali) di Mary Jane Mucklestone pubblicate nel manuale ”150 Motivi Jaquard Scandinavi” (ed. Il Castello – 2014)

Inoltre, per festeggiare la nascita del mio nuovo gruppo su facebook CORSI, WORK-SHOP E PATTERN DI GLI INTRECCI DI IVAN, un gruppo alla quale vi invito ad iscrivervi per essere sempre aggiornati su tutte le novità ed eventi legati al mio lavoro, dalla mezzanotte di oggi 30 novembre 2017 sino al termine della giornata alle 23.59, potrete scaricare il pattern gratuitamente!
Cliccate su Buy Now, scegliete il pdf, ed al momento dell’acquisto sarà applicato lo sconto del 100% sul prezzo!
Have a good Knitting day!

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No more apologies for late tea time!

My new pattern BACK IN TIME FOR TEA is now on my Ravelry Store!
A couple of comfortable and warms mitteen, made with AMORE 160 recyced wool yarn by the Tuscan’s spinning Borgo de’Pazzi, fun and colorful that will keep you company during the winter!

The mittens are worked in round on dpns in either two or three colors STRANDED KNITTING. Chose whether to strand the third color along with
the other two, or to add it once the mitten is done embroidering it in DUPLICATE STITCH.
The palm of mittens are inspired by the Mary Jane Mucklestone’s Traditional Mittens published on the book “150 scandinavian motifs: The Knitters
directory” (Publisher Interwave – 2013)
From midnight today 30 November 2017 until the end of the day at 23:59, you can download the pattern for free!
Click on Buy Now, choose in pdf, and at the time of purchase you will be charged a 100% discount on the price!
Have Good knitting day!

 

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LIBERA MAGLIA: un libro di ricette per creare con la maglia

Le recensioni di Ivan, Libri, Maglia, recensioni, Uncategorized

Chi lavora a maglia si divide in due categorie. C’è chi non fa nulla senza un modello dettagliato e chi pensa di poter far tutto da se. Questo libro parte dal presupposto che la verità stia a metà strada:che sia possibile realizzare da se i propri capi, ma che per farlo sia necessario avere comunque una sorta di guida , una ricetta da seguire per comprendere i passaggi essenziali.

Queste sono le prime righe dell’introduzione del nuovo libro LIBERA MAGLIA di Alice Twain;  amica ed insegnante, che analizzerò e recensirò per voi.

libera magliaCon AI FERRI CORTI (recensione QUI) sempre pubblicato da Altreconomia, ormai giunto alla sua terza edizione con la bellezza di 5.000 copie vendute, la Twain facendo leva su tutta la sua esperienza come docente, ha insegnato a moltissimi le basi del lavoro a maglia con spiegazioni chiare e semplici da seguire; LIBERA MAGLIA è il passo successivo: un libro di vere e proprie ricette per creare da sé i propri capi a maglia avendo un valido supporto tecnico su cui basarsi.
In questo nuovo libro l’autrice, partendo dalla misurazione del campione ci accompagna passo passo nella costruzione ed i calcoli necessari  (le ricette appunto) da fare per creare capi di sempre crescente difficoltà: sciarpe, cappelli, guanti senza dita, moffole, calzini, poncho e maglioni sia da cucire sia seamless (in tondo senza cuciture).
Il manuale si sviluppa in  155 pagine, in bianco e nero, arricchito da molti grafici e fotografie che fanno da supporto ai modelli proposti da lavorare come base per meglio comprendere le formule descritte nelle ricette. Il linguaggio del libro è semplice, conciso, facilmente comprensibile da chiunque, le istruzioni scritte ed i grafici presentati molto chiari.
I primi 4 capitoli del manuale si concentrano su alcune nozioni di base della maglia, ma la parte importante del libro comincia dal 5° capitolo in poi, dove vengono affrontate le costruzioni dei vari capi (9 in tutto), ognuno corredato da foto. [Per visualizzare le foto a colori dei modelli presenti sul libro vi invito a visitare i RAVELRY STORE di Alice Twain]
Da non trascurare anche l’inserimento di alcune curiosità a proposito dei modelli, delle tecniche e dei filati, oltre a qualche nota personale dell’autrice, che rendono piacevole la lettura dei vari capitoli, accrescendo la voglia di spingersi a quello successivo per imparare sempre più. Sicuramente evocativi e divertenti i nomi dei modelli.
In particolare, da designer ed insegnante, ho apprezzato i capitoli dedicati alla costruzione dei maglioni.
In conclusione il manuale, in formato tascabile, e quindi comodissimo per essere portato sempre con se nella propria borsa dei lavori, è una piccola chicca, unico nel suo genere per quanto riguarda le pubblicazioni italiane ed in italiano sull’argomento maglia. Non posso far altro dunque che consigliarlo sia a tutti quelli che già sanno lavorare a maglia e vogliono un valido sostegno nella progettazione dei propri capi, sia a chi ancora sta imparando, perché vi troverà un faro da seguire senza indugi ed intoppi.

LIBERA MAGLIA è già prenotabile su Amazon in attesa della sua uscita ufficiale il 9 NOVEMBRE 2017

Blücher: my new pattern on Ravelry

Lane & Filati, Maglia, Pattern, Tecniche della Maglia, Uncategorized

 

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ENG Blücher, the knitted hat that will whinny your hair! The pattern is now on my RAVELRY STORE

Taking inspiration from the immortal character of Frau Blücher, personate by Cloris Leachman in the 1974 Mel Brooks movie “Young Frankenstein”, this unisex cap is the perfect blend of the warm and soft recycled Amore160 wool by the italian filature Borgo de’Pazzi and the Bavarian Twisted-Stitches technique.

MATERIALS

  • 1 ball of AMORE160 wool by Borgo de’ Pazzi (1,7 oz – 174 yds ± 5%)
  • 1 circular needle US 5 (3,75 mm), at least 42” (80 cm) long, for magic loop or US 5 (3,75 mm) double point needles (in alternative to magic loop)
  • 1 stitch maker tapestry needle
  • 1 pom-pom maker (optional)

Using the cupon code “LUPO ULULI” from today to 31-10-2017 23:50 you can buy the pattern -50% off!!!!

 

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ITA Blücher, il cappellino a maglia che farà nitrire i vostri capelli! da oggi disponibile sul mio RAVELRY STORE!
Prendendo ispirazione per il nome dal’immortale personaggio di Frau Blücher, interpretato da Cloris Leachman nel film el 1974 di Mel Brooks “Frankenstein Junior”, questo capellino unisex è il connubio perfetto tra la calda e morbida lana reciclata Amore160 della filatura Borgo de’Pazzi e la tecnica Bavarian Twisted-Stitches.

Materiale:

  • 1 gomitolo di Amore160 Borgo de’Pazzi (50 gr – 160 mt ± 5%)
  • 1 ferro circolare 3,75 mm (o della misura necessaria ad ottenere la corretta tensione) con cavo da 80 cm per la tecnica del magic loop, o in alternativa gioco di ferri della stessa misura
  • 1 marcapunti
  • 1 pom-pom maker (facoltativo)
  • ago da lana e forbici

Utilizzando il coupon “LUPO ULULI” valido da oggi sino al 31.10-2017 alle 23:59, potrete acquistare il pattern con uno sconto del -50%.

Frau-Blucher

Lady Diana: Icona di stile anche per la maglia negli anni ’80

Maglia, Pattern, Storie d'altri tempi, Tecniche della Maglia, Uncategorized

Oggi ricorre un triste anniversario.
Ricordo ancora quando 20 anni fa, ero appena un bambino di 9 anni, mi cadde la forchetta di mano sentendo annunciare al TG5 “Diana, Principessa del Galles si è spenta a Parigi a seguito di un tragico incidente automobilistico”.
Ancora oggi dopo tanto tempo quella donna semplice che aveva osato sfidare la corona inglese con la sua modernità viene ricordata da moltissime persone in tutto il mondo, sia per la sua vita, le sue opere umanitarie ma anche come grande icona di stile.
Lady D lasciò la sua impronta non solo nel mondo dell’haute couture, ma anche nel mondo della maglia.
Con questo articolo voglio dare il mio modesto tributo a memoria di questa grande donna, che seppe nella sua breve vita, toccare il cuore del mondo intero.
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La principessa era indubbiamente bellissima, e di questo la stampa e soprattutto gli obbiettivi dei fotografi se ne accorsero subito.
Era il 1982, quando Diana, novella sposa del principe Carlo, e già idolo delle masse, venne fotografata con indosso uno dei regali di nozze che ricevette durante il suo viaggio in Australia, il famoso “Kohala Jumper” della designer Jenny Kee (oggi esposto al Powerhouse Museum di Sydney)…. inutile dirlo fu subito moda, e la designer venne letteralmente bombardata di richieste da tutto il mondo per avere modelli uguali a quello della Principessa.  Quello fu solo il primo di una lunga serie di maglioni che Lady D sfoggiò nel coso di quel decennio e che divennero un vero e proprio stile che caratterizzò la maglia negli anni ’80 rilanciando diverse tecniche come quello della maglia “Australiana” ed il “Desert Designs” ispirati alla natura aborigena e selvaggia del Quinto continente, l’Armenian Knitting, lo stile Andino.

TRE PATTERN GRATUITI DA RAVELRY

La moda spesso è ripetizione, è un dato di fatto, ed alcuni tra i modelli indossati da Lady D. negli anni ’80 sono ancora oggi attualissimi ed indossabili.
Tra i molti maglioni indossati dalla Principessa Diana, oltre al  Kohala Jumper, due modelli in particolare catturarono l’attenzione della stampa mondiale: il BLACK SHEEP SWEATR  delle designer Joanna Osborne e Sally Muir che Lady D. indossò nel 1984 e della quale venne pubblicato per la prima volta il modello sulla rivista “Woman Magazine” riscuotendo un enorme successo,  e il PERUVIAN SWEATER indossato da Diana durante un’intervista al fianco del Principe Carlo.
Il terzo pattern è il COWICHAN SWEATER, una coppia di maglioni (uno da uomo, ed uno da donna) realizzati dalla designer Marjorie Peter su commissione del governatore della British Columbia come regalo di nozze per la coppia regale.
Tutti i modelli, se avrete il piacere di ricrearli, sono disponibili per il download gratuito su Ravelry.
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Knitting Divas: Edith Piaf

Cinema & Dive, Uncategorized

 Non, rien de rien

Non, je ne regrette rien

Ni le bien qu’on m’a fait, ni le mal

Tout ça m’est bien égal

Queste sono le parole della sua ultima canzone, una canzone che in pochi versi ben riassume la forza vitale racchiusa nel piccolo corpo di quella che è stata forse le più grande voce della canzone francese nella storia moderna: Edith Piaf.

f3cf5faffd0c3446f97c3f8fec3f7db2Quella de”La Môme Piaf” fu una vita strana, piena di dolore e di sofferenza, malgrado la sfavillante carriera che si costruì su quella voce particolare, dalle mille sfumature, ora roca e tagliante come filo spinato, ora dolce come il più prelibato miele. Edith nacque poverissima, figlia di un contorsionista e attore di circo e di una umile cantante di strada, che di affetto materno aveva ben poco.
Ad appena due anni infatti la piccola venne affidata alla nonna paterna, tenutaria di un bordello, e fu qui che conobbe la sua “unica vera famiglia”, coccolata e viziata dalle “signorine” che lavoravano nella casa. Ad 8 anni Edith rimase cieca per un breve periodo,  La nonna la portò a Lisieux, in modo che la bimba potesse pregare  Santa Teresa del Bambin Gesù in cambio della guarigione, che quasi miracolosamente avvenne di li a a poco. Da quel momento in poi Édith fu devotissima a S.Thérèse, dandole il merito di tutto ciò che di bene le accadde nella vita.
Già dall’infanzia Edith dimostrò di avere una gran voce, diventando prima col padre, ed in seguito nell’adolescenza con l’amica Simone Berteaut, detta Momone, diventando una cantante di strada. E fu proprio su una delle “rue” di Parigi che nel 1935 a  soli 20 anni fu scoperta dall’impresario Louis Leplée e, dopo un’audizione al “Le Gerny’s“, cabaret vicino agli Champs Elysées, fece il suo debutto.

Dopo l’assassinio di Leplée, nel 1936, fu l’incontro con l’impresario  Raymond Asso e la celeberrima Marguerite Monnot che fece spiccare la carriera di Edith, rendendola famosa non solo in Francia, ma nel mondo, successo che vedrà l’apice nel 1945 con quella che è forse la sua canzone più famosa “La Vie en Rose”, tradotta in tutte le lingue.

Nel 1948, durante una tournée negli USA Edith conoscerà l’uomo che fu il grande amore della sua vita, il pugile campione del mondo  Marcel Cerdan. Lui era sposato, e lei sarebbe stata, dalle sue stesse parole, “Disposta a rinunciare a tutto pur di stare insieme”. L’amore con Cerdan finì tragicamente il 28 ottobre 1949 con un incidente aereo in cui il pugile perse la vita proprio mentre stava tornando dalla sua Edith.
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Fu da quel tragico evento che la Piaf, che non aveva mai goduto di una splendida salute, cominciò a soffrire di dolori artritici sempre più forti, che lei diceva “Non mi permettono di lavorare a maglia”, una passione che portò con se per tutta la vita. Non era raro infatti vederla armata di ferri lavorare per se o per gli amici, il lavoro a maglia fu spesso per lei l’unico compagno di vero conforto.
Questi dolori la spinsero a fare uso sempre maggiore prima di anti dolorifici e poi di morfina.
Se la sua vita privata fu un susseguirsi di eventi tragici (incidenti stradali, coma epatici, interventi chirurgici, delirium tremens e anche un tentativo di suicidio) la sua carriera non conobbe mai un solo istante di crisi, affermandola tra le più grandi artiste della canzone mai esistite.
Negli ultimi anni però il corpo di Edith, già cagionevole e minato dagli abusi di morfina, comincia a cedere, non era raro infatti che la cantante venisse colta malori in scena o dovesse annullare improvvisamente eventi. Le ultime gioie furono nel 1960, l’ultimo concerto all’Olympia, che fu un trionfo anche se la si ricorda piccola e ricurva, con le mani deformate dall’artrite reumatoide e con radi capelli; solo la sua voce era inalterata e come sempre splendida; e nel 1961 il matrimonio con Theophanis Lamboukas, in arte Théo Sarapo.
Edith si spense a Grasse il 10 ottobre 1963 all’età di 47 anni.

IL FILM
41Sf-7BrQHLSe leggendo la biografia di questa immensa figura della canzone francese vi siete incuriositi, non posso che consigliarvi la visione di “LA VIE EN ROSE” film del 2007 vincitore di 2 Premi Oscar del regista Olivier Dahan, che segue passo passo e piuttosto fedelmente i momenti cruciali della vita di Edith Piaff, interpretata da una straordinaria e piuttosto somigliante Marion Cotillard. Magnifiche, a mio avviso, le varie canzoni, tutte da registrazioni originali della Piaf, che vengono “cantante” durante la pellicola!