Regali d’angora nelle uova di Pasqua: il genio di Luisa Spagnoli

Lane & Filati, Storie d'altri tempi, Uncategorized

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Erano i primi dello scorso febbraio quando su Rai 1 trasmisero la miniserie Luisa Spagnoli, basata proprio sulla biografia della famosissima ed intraprendete donna che mise su da una confetteria la Perugina e fu ispirazione al figlio per il marchio d’abbigliamento Luisa Spagnoli, entrambi marchi ancora oggi conosciuti nel mondo!

Luisa fu senza dubbio una donna ammirevole, femminista prima del femminismo, intraprendente e sicuramente “sfacciata” al punto giusto da affrontare il mondo a testa alta. Fu la prima ad esempio a creare delle nursery all’interno della propria fabbrica, ad assumere operaie anche dopo la prima guerra mondiale ed a inventare veri e propri miti della cioccolateria italiana quali ad esempio i Baci Perugina.
Tra le tante passioni della Spagnoli c’era anche quella per gli animali, in particolare per gli allora quasi sconosciuti in Italia conigli d’angora. Affascinata dalla loro morbida pelliccia, cominciò ad allevare questi conigli negli anni ’20, e cominciò a studiare un metodo per ottenere un filato che fosse abbastanza resistente per essere lavorato a maglia. Fu proprio Luisa, unendo sia il fiuto per gli affari  e comprendendo la potenzialità del filato, morbido come il cashmere  che però non poteva essere importato se non a prezzi esorbitanti (ricordiamoci che in quegli anni in Italia vigeva l’Autarchia), mise a punto un metodo particolare per la filatura ad arcolaio dell’angora, che partiva dalla pettinatura del coniglio anziché la tosatura (metodo che non solo protegge di più l’animale, ma che rende molto più materiale da filare).
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Fu da questa idea che nel 1937 debuttò sul mercato autarchico italiano una nuova azienda, l’ ANGORA LUISA SPAGNOLI. Luisa purtroppo non la vide mai nascere, morì infatti nel ’35 a causa di un tumore alla gola, ma fece per fortuna in tempo, nei primi anni 30, con un altro colpo del suo infallibile genio per gli affari, ad unire la sua passione per la cioccolata a quella per il filato.

Nei primi anni ’30, un uovo di cioccolato era senza dubbio un regalo prezioso da fare sia ai bambini, sia tra fidanzati. Il genio di Luisa Spagnoli fu quello di inserire calzine, guanti, cuffiette come “cadeaux” all’interno delle uova pasquali, facendole diventare così “un regalo prezioso dentro ad un altro regalo prezioso”.

Fu proprio grazie a questa idea che il marchio Angora Spagnoli, e soprattutto il filato ricavato da questi morbidissimi conigli raggiunsero in Italia il successo e il “nome” che ancora oggi, a distanza di tanti anni, ancora non sfiorisce.

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CORALINE: il pattern in vendita su Ravelry!

Maglia, Pattern

Amici ed amiche ecco il giorno tanto atteso, per festeggiare il nostro 3* terzo anniversario insieme, un lieto evento:
Apre ufficialmente i battenti il mio negozio di pattern online sulla piattaforma Ravelry! Inaugurerò il negozio con uno dei pattern che più hanno avuto successo quest’anno:

CORALINE – Guanto Base

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Coraline, è un paio di caldissimi guanti in Lana-Cashmere (o in alternativa Lamora) di LaneCardate. dal pattern basico, ma reso elegante, grazie al e semplice motivo a coste nella parte superiore della mano, ma soprattutto adatto ai principianti.
Il pattern è stato concepito per insegnare la lavorazione dei guanti a cinque dita ai miei allievi ai vari corsi che ho tenuto questo autunno, e
questo lo rende un ottimo primo approccio con la costruzione dei guanti a 5 dita sia per il knitter già esperto che vuole osare qualcosa in più, sia per il principiante che vuole spingersi verso lavorazioni in circolare più complesse.
Il modello è strutturato in due taglie, una adatta alla mano femminile ed una alla mano maschile, ma comunque facilmente modificabile per raggiungere la perfetta vestibilità!
Curiosi di provarli? non vi resta che accedere al link ed acquistare la vostra copia pdf del pattern!

   LINK PER L’ACQUISTO DEL PATTERN SU RAVELRY

Victorian Lace Today: scoprire un pizzo “riscoperto”

Le recensioni di Ivan, Libri, Maglia

Piano piano, malgrado la stagione un po’ incerta e piovosa, si avvicina l’estate.
Estate per la maglia significa cominciare a riporre nell’armadio i filati più pesanti e caldi, per sostituirli con fili più sottili e leggeri, magari da lavorare traforati…è quindi il periodo giusto per cominciare a creare scialli e stole con motivi lace.

Lavorando al mio progetto “Apippi” (la mia prima esperienza di creazione di un pattern shetlad) , alla ricerca di consigli e punti particolari da adoperare, mi sono imbattuto in questo bellissimo libro di modelli:

51GdXeQ1o+L Victorian Lace Today di Jane Sowerby (Ed. Xrx Inc – 28 aprile 2008) è un “campionario” di ben 40 modelli tra scialli, stole, sciarpe e fichu (tipici “scalda-spalle” vittoriani) uno più bello dell’altro che ci guidano alla scoperta di un pizzo “riscoperto”.

L’autrice attraverso una ricerca su antichi testi di punti e tecniche  ha scritto questo compendio di modelli, rivisitandoli e rendendoli appetibili alla moda ed alle esigenze moderne, mantenendo però il mistero e l’eleganza dello stile vittoriano. Il volume è strutturato in pattern di sempre crescente difficoltà, partendo da semplici bordure sino ad arrivare a veri e propri modelli interamente realizzati a pizzo e con costruzioni particolari (come quella dei fichu ad esempio), rendendosi così adatto ad essere consultato sia dai principianti che per la prima volta si avvicinano al mondo del lace, sia alle mani più esperte che cercano nuove e sempre più sofisticate lavorazioni.

Il manuale si sviluppa in 196 pagine, tutte a colori, con bellissime foto sia del modello intero sia del dettaglio dei pizzi. Ogni pattern è fornito sia della spiegazione scritta (breve e concisa) sia degli schemi per ogni punto (molto chiari e semplici, ogni abbreviazione e simbolo viene spiegata in appendice). Nelle ultime pagine troviamo in oltre una “Scuola Tecnica” che attraverso immagini e spiegazioni molto chiare ci aiuta a capire meglio le tecniche utilizzate per creare i pattern.

In conclusione Victorian Lace Today è un buon libro, ben spiegato, ricco di immagini e modelli eleganti e ricercati, adatto a tutti in base al proprio grado di “bravura” con ferri, che sento di poter consigliare a tutte/i quelle/i che quest’estate vorranno come me partire alla scoperta del pizzo.

Per quelli/e di voi che sono appassionati di Lace ricordo inoltre il bellissimo titolo La Magia del Pizzo Shetland che ho per voi recensito QUI.

LINK PER ACQUISTARE IL LIBRO SCONTATO QUI

Ivan

La Saponaria: Regina dei saponi delicati

il mondo di Ivan, L'angolo della "Massaia"

Avete mai notato, entrando in un supermercato o un negozio specializzato, quanti saponi per delicati esistono in commercio?

Ho passato anni e anni a cercare il detersivo perfetto per lavare senza rischiare di infeltrire i miei maglioni in lambswool o cashemere… La risposta è giunta qualche tempo fa quando entrando in un negozio specializzato in saponi e detersivi ho ritrovato un prodotto che veniva esso usato da mia nonna Angela:

Caryophyllaceae_sp_Sturm25LA SAPONARIA

Da buon ligure non posso che amare questo sapone naturalissimo che nella mia regione è ancora molto diffuso, utilizzato sia per lavaggi a mano che in lavatrice.

La saponaria (Saponaria officinalis) è una pianta spontanea plurienne della famiglia delle Caryophyllaceae, a cui appartiene anche il garofano. Tra  principi attivi della piantaci sono le saponine (acido saporubinico e saprubrinico),  che sono contenute in tutte le parti della pianta ed in modo particolare nelle radici. Come dicevo, dalla pianta si ricava un detergente delicato per l’igiene personale e per le stoffe, utilizzato anche nel restauro di manufatti antichi.

La saponaria, a differenza di molti detersivi chimici, igenizza le fibre in modo naturale. Indicata soprattutto per le fibre più delicate (lana, cashemere, seta e angora) le pulisce  senza aggredirle, e proteggendo (grazie alle sue qualità) addirittura le lane dall’infeltrimento. Non crea problemi di allergie, ed è per questo anche molto indicata per lavare i capi di neonati e bambini.

Basta un bassissimo dosaggio (2-3 cucchiai da minestra) di questo magnifico detergente per pulire a fondo un maglione, donargli un profumo di vero pulito naturale, e che tra l’altro è praticamente biodegradabile al 99,9%!

In commercio è facilmente reperibile sia in polvere che come detersivo liquido ed alcune delle migliori sono quella della USE e della NUNCAS…ma la mia preferita (quella che si è sempre usata in  casa mia) è la PRESIDENT, prodotta da una ditta Genovese, reperibile in alcuni centri commerciali come Coop e Ipercoop o negozi specializzati in detersivi-

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Ivan

Stirare capi in Angora? … si può fareeeeee!!!!!

il mondo di Ivan, L'angolo della "Massaia"

Il soprannome di “Massaia” affibbiatomi dalla mia amica Veruska, ha in se una grande verità.
Ieri pomeriggio, prima di andare a lavoro, da bravo figlio ho preso il telefono e ho chiamato quella santa donna di mia madre. La conversazione, in un’alternanza bilingue tra greco e italiano, ha toccati molti argomenti, e tra una chiacchiera e l’altra le ho parlato dei gomitoli di Lamora che ho acquistato, e dei miei dubbi sul lavaggio. Poi le ho detto:

“Mamà (così si dice in greco) peccato che l’angora non si possa stirare, diventerebbe ancora più sofficiona secondo me…”

La sua risposta è stata “Μπορείτε να το κάνετε!” ovvero tradotto:

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Ora vi racconto come:

Come tutti certamente saprete l’angora è una fibra animale che proviene dalla pettinatura del pelo di un bellissimo coniglio morbidissimo e che una volta lavorata tende a mantenere questa sua caratteristica di “morbidezza pelosina”. A lungo andare con il lavaggio questa “pelosità” può cominciare a perdere di volume…ma per fortuna esiste il vapore!
Il metodo usato per stirare l’angora è detto STIRATURA A SOFFIO, ed ora vi spiego come funzona:

  1. Appoggiamo sull’asse da stiro il nostro capo asciutto (non deve assolutamente essere umido!). Quelli di noi che hanno la fortuna di avere un’asse da stiro aspirante/soffiante possono inserire la modalità “soffio” per facilitare l’operazione.
  2. Portiamo il ferro da stiro sulla temperatura adatta ad emettere vapore. A chi possiede un ferro da stiro con la piastra in acciaio/alluminio consiglio di usare una soletta salvastiro, che ci consente di mantenere la temperatura alta del ferro così da produrre vapore, ma ridurre il calore rivolto verso il capo da stirare. Diverso è per chi ha una piastra in ceramica/teflon che tende ad essere meno “rovente”.
  3. Con movimenti circolari, tenendo la piastra del ferro alzata ad almeno 4/5 cm  dal capo (vedi immagine), e svaporando come se non ci fosse un domani, copriamo col vapore l’intera superficie del capo, noteremo che l’angora tenderà a riacquistare tutta la sua “puffosità”.

Per quelli di voi che si sentono ancora insicuri QUI un video che mostra in modo pratico come stirare l’angora.

Provare per credere!!!!

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Mantenere la piastra del ferro a 4/5 cm dal capo, produrre molto vapore e fare movimenti circolari ridona “vaporosità” all’angora

Ivan