GIZA: il cotone dalle mille potenzialità

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Quest’anno la primavera sembra essere un lontano miraggio, il clima sembra riportarci sempre indietro verso l’inverno… Questo maggio sembra essere troppo “caldo” per indossare la lana invernale, e troppo fresco per il cotone o il lino troppo sottili, ma ancora una volta Borgo de’Pazzi risponde alle nostre preghiere con un filato che sembra essere proprio perfetto per questo periodo!
giza copertina

La prima cosa da dire su questo filato è: Dimenticate tutto quello che avete sempre pensato sul cotone da lavorare a maglia!
Solitamente la maggior parte dei filati in cotone sono mercerizzati, rendendo la fibra più lucida e meno voluminosa.
GIZA è un cotone egiziano di ottima qualità, con torsione ad S, e che non avendo subito alcun processo di mercerizzazione mantiene tutta la naturale morbidezza di questa fibra.
E’ disponibile in tinta unita in gomitoli da 50 gr di circa ±125 mt, ed in due versioni stampate: GIZA NEXT e GIZA PIU’ entrambre in gomitoli da 100 gr di circa ±250 mt e una varietà di colori molto interessante, che sicuramente sapranno avvicinarsi ai gusti di tutti.

giza campione

Il campione di GIZA è stato realizzato seguendo lo schema indicato dal sito Maglia-Uncinetto.it

Ho campionato Giza nella sua versione tinta unita utilizzando un paio di ferri in bambù 4,5 mm ottenendo un campione di 20 maglie x 10 cm. Il risultato è stato sorprendente prima e dopo la lavatura, quando il filato tende leggermente a gonfiarsi, rivelando tutta la sua morbidezza. La lazorazione è omogenea, senza interruzioni o fili spezzati, e la sensazione tattile che regala il filato lavorandolo è di morbidezza e freschezza.
I punti risultano ben delineati, in modo particolare le trecce risultando ben compatte e gonfie (proprio come devono essere), e nelle lavorazioni traforate anche complesse delinea trafori ben visibili e piacevoli. Tutte queste caratteristiche rendono Giza un filato duttile, adatto sicuramente ai capo spalla sia a maglia che all’uncinetto, ma anche alla creazione di accessori come scialli o cappelli da mezza stagione.

Volete un altro valido motivo per provare il nuovo filato estivo di Borgo de’Pazzi? Scaricate gratuitamente il nuovo modello Maglietta Geis di Alice Twain e mettetevi all’opera…il risultato sarà sorprendente!

Aceto alla Lavanda, il miglior ammorbidente per la lana

il mondo di Ivan, L'angolo della "Massaia"

boom-economico-Radio-Birikina3Tutti facciamo il bucato, è un dato di fatto.

E ogni tanto tra i capi da lavare abbiamo anche i nostri maglioni o accessori a maglia creati con lane a volte anche pregiate.
Sicuramente avrete sentito dire però da amiche o parenti, o letto più di una volta sull’etichetta di molti ammorbidenti chimici in commercio, che la lana e l’ammorbidente non vanno molto d’accordo.

A differenza di quello che crediamo, gli ammorbidenti chimici non vanno affatto ad ammorbidire la lana, bensì la ricoprono con uno strato oleoso che dà si una sensazione di falsa morbidezza al tatto, ma non nutre affatto questa fibra tanto delicata. Come fare dunque per “coccolare” un po’ i nostri capi e renderli più morbidi?…con l’aceto naturalmente!

L’aceto, usato in piccola quantità nell’ultimo risciacquo (sia in lavatrice che a mano) libera le fibre dai residui di detersivo, da quelli di calcare, aiuta a mantenere vivi e brillanti i colori, e nel caso di cotone e lino aiuta persino la stiratura! In ultimo è anche un modo per inquinare meno e soprattutto per risparmiare moltissimo!

Ecco quindi per voi una ricetta che ho sperimentato e trovo davvero ottima, e che grazie all’olio essenziale e fiori di lavanda, dona un freschissimo e duraturo profumo ai nostri capi lavorati a mano, ed anche per tutto il bucato!

ACETO ALLA LAVANDA AMMORBIDENTE 

INGREDIENTI

  • Olio-essenziale-lavanda1 lt di Aceto di Mele (è molto meno forte di quello di vino)
  • 15 gocce di olio essenziale di lavanda
  • 4 cucchiai abbondanti di fiori di lavanda secchi (reperibili in tutte le erboristerie)

Aggiungere all’aceto l’olio essenziale e i fiori, mescolare bene, e lasciar macerare il tutto per 10/15 giorni in un luogo riparato.

Trascorso questo tempo filtrare l’aceto e imbottigliarlo.

DOSAGGIO A MANO: 2 cucchiai nell’ultimo risciacquo

DOSAGGIO IN LAVATRICE: 3 cucchiai nella vaschetta dell’ammorbidente

La Saponaria: Regina dei saponi delicati

il mondo di Ivan, L'angolo della "Massaia"

Avete mai notato, entrando in un supermercato o un negozio specializzato, quanti saponi per delicati esistono in commercio?

Ho passato anni e anni a cercare il detersivo perfetto per lavare senza rischiare di infeltrire i miei maglioni in lambswool o cashemere… La risposta è giunta qualche tempo fa quando entrando in un negozio specializzato in saponi e detersivi ho ritrovato un prodotto che veniva esso usato da mia nonna Angela:

Caryophyllaceae_sp_Sturm25LA SAPONARIA

Da buon ligure non posso che amare questo sapone naturalissimo che nella mia regione è ancora molto diffuso, utilizzato sia per lavaggi a mano che in lavatrice.

La saponaria (Saponaria officinalis) è una pianta spontanea plurienne della famiglia delle Caryophyllaceae, a cui appartiene anche il garofano. Tra  principi attivi della piantaci sono le saponine (acido saporubinico e saprubrinico),  che sono contenute in tutte le parti della pianta ed in modo particolare nelle radici. Come dicevo, dalla pianta si ricava un detergente delicato per l’igiene personale e per le stoffe, utilizzato anche nel restauro di manufatti antichi.

La saponaria, a differenza di molti detersivi chimici, igenizza le fibre in modo naturale. Indicata soprattutto per le fibre più delicate (lana, cashemere, seta e angora) le pulisce  senza aggredirle, e proteggendo (grazie alle sue qualità) addirittura le lane dall’infeltrimento. Non crea problemi di allergie, ed è per questo anche molto indicata per lavare i capi di neonati e bambini.

Basta un bassissimo dosaggio (2-3 cucchiai da minestra) di questo magnifico detergente per pulire a fondo un maglione, donargli un profumo di vero pulito naturale, e che tra l’altro è praticamente biodegradabile al 99,9%!

In commercio è facilmente reperibile sia in polvere che come detersivo liquido ed alcune delle migliori sono quella della USE e della NUNCAS…ma la mia preferita (quella che si è sempre usata in  casa mia) è la PRESIDENT, prodotta da una ditta Genovese, reperibile in alcuni centri commerciali come Coop e Ipercoop o negozi specializzati in detersivi-

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Ivan

Stirare capi in Angora? … si può fareeeeee!!!!!

il mondo di Ivan, L'angolo della "Massaia"

Il soprannome di “Massaia” affibbiatomi dalla mia amica Veruska, ha in se una grande verità.
Ieri pomeriggio, prima di andare a lavoro, da bravo figlio ho preso il telefono e ho chiamato quella santa donna di mia madre. La conversazione, in un’alternanza bilingue tra greco e italiano, ha toccati molti argomenti, e tra una chiacchiera e l’altra le ho parlato dei gomitoli di Lamora che ho acquistato, e dei miei dubbi sul lavaggio. Poi le ho detto:

“Mamà (così si dice in greco) peccato che l’angora non si possa stirare, diventerebbe ancora più sofficiona secondo me…”

La sua risposta è stata “Μπορείτε να το κάνετε!” ovvero tradotto:

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Ora vi racconto come:

Come tutti certamente saprete l’angora è una fibra animale che proviene dalla pettinatura del pelo di un bellissimo coniglio morbidissimo e che una volta lavorata tende a mantenere questa sua caratteristica di “morbidezza pelosina”. A lungo andare con il lavaggio questa “pelosità” può cominciare a perdere di volume…ma per fortuna esiste il vapore!
Il metodo usato per stirare l’angora è detto STIRATURA A SOFFIO, ed ora vi spiego come funzona:

  1. Appoggiamo sull’asse da stiro il nostro capo asciutto (non deve assolutamente essere umido!). Quelli di noi che hanno la fortuna di avere un’asse da stiro aspirante/soffiante possono inserire la modalità “soffio” per facilitare l’operazione.
  2. Portiamo il ferro da stiro sulla temperatura adatta ad emettere vapore. A chi possiede un ferro da stiro con la piastra in acciaio/alluminio consiglio di usare una soletta salvastiro, che ci consente di mantenere la temperatura alta del ferro così da produrre vapore, ma ridurre il calore rivolto verso il capo da stirare. Diverso è per chi ha una piastra in ceramica/teflon che tende ad essere meno “rovente”.
  3. Con movimenti circolari, tenendo la piastra del ferro alzata ad almeno 4/5 cm  dal capo (vedi immagine), e svaporando come se non ci fosse un domani, copriamo col vapore l’intera superficie del capo, noteremo che l’angora tenderà a riacquistare tutta la sua “puffosità”.

Per quelli di voi che si sentono ancora insicuri QUI un video che mostra in modo pratico come stirare l’angora.

Provare per credere!!!!

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Mantenere la piastra del ferro a 4/5 cm dal capo, produrre molto vapore e fare movimenti circolari ridona “vaporosità” all’angora

Ivan

Lamora, un “coniglio giallo” da amare

il mondo di Ivan, Lavori in Corso, Maglia

Vi svelo dopo tanta trepidante attesa il mistero del “coniglio giallo”!

Ebbene signori e signore, magliuomini e magliuomine i gomitoli in questione!

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Si tratta di LAMORA della italianissima LaneCardate, un filato speciale, morbidissimo e soprattutto etico!
Perchè etico? Perchè l’eccellenza dei filati prodotti da LaneCardate assicura al compratore non soltanto la qualità impareggiabile delle fibre, ma anche la sicurezza che gli animali dalla quale sono ricavate non subiscono alcun tipo di maltrattamento.

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I sei gomitoli, acquistati immediatamente presso il caffè/merceria MiSTERLiNo per il timore di non riuscire a ritrovarli nello stesso bagno di colore hanno stuzzicato la mia fantasia….e presto vi stupirò con effetti speciali! Rimanete connessi!

Ivan