Corso Sagomatura Scialle a Genova!

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Carissimi amici ed amiche, come state? Eccomi tornato dopo una breve pausa a “stressarvi” con un articolo sul blog!
Anche quest’anno le vacanze volgono al termine, e con l’arrivo della stagione autunnale ricomincia anche la programmazione del mio piano corsi per la F/W 2016-2017.

Inaugurerò la stagione a Genova il 10 settembre prossimo, presso il laboratorio delle Lanivendole in Vico S. Cristoforo 11 r (pressi Via Balbi, Stazione Piazza Principe), dalle ore 10.00 alle ore 18.00 con un corso che sicuramente interesserà tutti gli appassionati di scialli e stole!

TANTE FORME….TANTI SCIALLE

Il corso si propone attraverso un percorso pratico e teorico, di guidare gli allievi alla scoperta dell’ideazione e costruzione delle diverse forme di uno scialle.

Creando 10 mini-scialle + 1 a sorpresa scopriremo le regole fondamentali della costruzione di scialli Quadrati,
Rotondi e Triangolari e delle loro varianti più complesse (Spirali, Cuore, Stelle, ecc..) lavorati in piano ed in tondo con gioco di ferri o magic loop.
Verrà inoltre fornita ad ogni partecipante una dispensa di supporto da conservare come base per futuri lavori.

Il corso si propone quindi di dare una base per sviluppare i propri modelli partendo da un progetto e rendendolo realizzabile con la tecnica acquisita.

 
Per info ed Iscrizioni potete contattare il laboratorio delle Lanivendole all’indirizzo email: filitrameecolori@gmail.com

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Piedino per Orlo Invisibile – Blind Hem Presser Foot

La Macchina da Cucire ed i suoi segreti, Taglio e Cucito, Uncategorized
  • Amici ed amiche benvenuti al 13° appuntamento con “un piedino per ogni occasione“, la rubrica attraverso cui vi svelo qualche segreto per trasformare la vostra macchina da cucire in una “Ferrari”!
    Oggi, dopo esserci dedicati nelle scorse puntate a piedini di grandi dimensioni e con funzioni molto particolari, torniamo a dedicarci ad un grande classico contenuto nel Kit universale di 32 piedini acquistabile su Amazon.

    PIEDINO PER ORLO INVISIBILE

    blind hem 6-03Questo piedino può essere trovato in commercio in due versioni: una completamente in metallo che presenta una linguetta fissa al centro, l’altra (quella nella foto accanto) presenta invece una guida regolabile tramite la rotazione di una rotella, che permette di aggiustare la distanza tra punto e stoffa.

    L’orlo invisibile è tutt’altro che difficile da realizzare, soprattutto se utilizziamo questo piedino. Le macchine moderne, anche le più basiche,  possiedono tutte il punto per orlo invisibile (molte anche quello per tessuti stretch). Con questa funzione la macchina esegue i punti sull’orlo interno e aggancia il tessuto con piccoli punti regolari per mantenerlo in posizione, rendendo la cucitura praticamente invisibile sul dritto del tessuto, e creando quindi finizioni molto eleganti per pantaloni, gonne, tende, ecc…
    Il piedino può inoltre essere utilizzato per sostituire il piedino per sorpaggitto per rifinire margini, e per cucire bordi e trine sottili di guarnizione.

    FARE UN ORLO INVISIBILE

  • Ripiega l’orlo come mostrato nell’immagine. Con degli spilli puntalo al centro e poi ripiegalo al’indietro su se stesso lasciandolo piatto.
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  • Imposta la macchina da cucire sul punto per orlo invisibile e monta sulla macchina il piedino apposito (vedi video a fondo articolo). Posiziona l’orlo sotto il piedino con il bordo piegato rivolto verso l’alto e contro la guida. Cuci attraverso l’orlo, agganciando la piega quando l’ago si sposa verso sinistra
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  • Apri l’orlo, sistemalo, e stiralo
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E come sempre ecco a voi un video per fugare ogni dubbio su come montare ed utilizzare il piedino!

Filet ad Uncinetto: Storia e qualche segreto!

Tecniche dell'Uncinetto, Uncategorized, Uncinetto

Ho una grande passione per l’uncinetto… Come sa bene chi mi segue da tempo, è stata la prima tecnica che imparai e che mi avvicinò al mondo creativo. In questi giorni, proprio per “disintossicarmi” da tutto il lavoro a maglia che ho realizzato durante la stagione scorsa, ho deciso di riprendere in mano il famoso centro natalizio a filet di Mani di Fata inziato lo scorso autunno.
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LA STORIA E LA TECNICA
Il filet ad uncinetto è una tecnica antica che nasce come semplificazione del ben più elaborato marletto a filet creato con la tecnica Mòdano, che prevede la creazione di una vera e propria rete da pesca con l’ausilio di un particolare ago di legno a doppia cruna, che viene poi successivamente ricamata creando motivi geometrici spesso ispirati alla natura con  un gioco di pieni e vuoti utilizzando punti particolati (chiamati punto tela, punto rammendo e punto spirito).
L’uncinetto interpreta e semplifica l’effetto della lavorazione modano creando una rete a maglie alte e catenelle, che crea una serie di quadrati a distanza regolare tra loro. A differenza di quanto avviene per la lavorazione a modano, i quadrati pieni che creano il disegno sulla rete, non vengono ricamati successivamente, ma si creano contestualmente alla rete, lavorando alternativamente pieni e vuoti quando richiesto dallo schema.
Insomma, lavorare a filet significa in pratica “disegnare” con l’uncinetto.

LEGGERE GLI SCHEMI 

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Un semplice schema a filet per bordure

Come accade per il punto croce (della quale tra l’altro si possono utilizzare gli schemi) e le lavorazioni jaquard o intarsio, il filet si lavora seguendo con attenzione un grafico a griglia quadrettata, solitamente in bianco e nero.

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I simboli più comuni dei punti utilizzati nel filet

Ogni quadretto vuoto (chiamato anche spazio) indica un foro nella rete (cioè 1 maglia alta e due catenelle oppure 1 maglia alta doppia e 3 catenelle per una lavorazione più traforata) e il quadretto pieno un gruppo di 3 maglie alte (o tre maglie alte doppie) che deve riempire un quadretto della rete per creare il disegno. Oltre ai gruppi e agli spazi usati nel filet tradizionale, le reti si possono arricchire anche con archetti e rete ad archetti che sono spazi più ampi.  Un archetto da come risultato uno spazio doppio, occupando quindi lo spazio di due quadretti  orizzontali sul grafico. Si ottiene lavorando 1 maglia alta, 5 catenelle, saltare 5 catenelle del giro precedente (oppure 2 spazi), 1 maglia alta. La rete ad archetti crea invece un punto con una forma a “V”, e come l’archetto occupa lo spazio di due quadretti orizzontali nel diagramma. Si ottiene lavorando 1 maglia alta, 3 catenelle, 1 maglia bassa in corrispondenza della catenella centrale (o maglia alta) della riga precedente, 3 catenelle, 1 maglia alta. Combinati questi due punti, come detto in precedenza, occuperanno 2 quadretti orizzontali e 2 quadretti verticali dando come risultato un effetto decorativo alla rete a filet.
Grazie poi ad aumenti e diminuzioni (che tratterò in un articolo seguente) il lavoro a filet può essere sagomato per ottenere lavorazioni dall’effetto visivo molto decorativo e particolare (come ad esempio il centrino natalizio di cui vi parlavo in capo all’articolo), e non semplicemente quadrati o rettangoli.
QUANTE MAGLIE AVVIARE?
Un dubbio che spesso insorge in chi si appresta a cominciare un centro o un qualunque modello a filet è: Ma quante cavolo di maglie devo avviare?!!!!
La risposta è semplicissima. Una volta individuato l’inizio dello schema (che spesso, tranne nei casi indicati diversamente sul diagramma stesso, è la prima riga di lavorazione), basterà contare il numero di quadretti che compongono il grafico, moltiplicare questo numero x 3 (o x 4 se decidete di utilizzare la tecnica a maglie alte doppie) ed aggiungere al risultato 1. Un esempio pratico:
Per un grafico composto da 10 quadretti avvierò 31 maglie (10 x 3 + 1).
Importante è anche ricordarsi di avviare in aggiunta alle maglie di avvio anche il corretto numero di catenelle necessarie a voltare!

UN LIBRO SULL’ARGOMENTO
81l4Z3fnsFLUNCINETTO A FILET (Il Castello Editore – 2008) di Betty Barnden è la traduzione in italiano di un manuale davvero valido su questa tecnica.
Sviluppato su 96 pagine, tutte a colori, con schemi grafici di facile interpretazione, spiegazioni scritte e tecniche spiegate in una terminologia di semplice interpretazione questo manuale potrà guidare al meglio tutti coloro che vogliono addentrarsi tra i meandri di questa tecnica facile e divertente.

Il libro è inoltre corredato da più di 70 schemi utilizzabili per creare da se i propri centri e modelli a filet!

ABEILLES: IL MIO NUOVO PATTERN IN VENDITA! MY NEW PATTERN I AVAILABLE

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[ITA] Carissimi followers oggi vi presento ABEILLES , il mio nuovo pattern  che unisce le mie grandi passioni per il pizzo shetland e la lavorazione dei guanti. Nei giorni del lancio del pattern, dalla mezzanotte di oggi 8 luglio 2016 alle 23:59 di domenica 10 luglio, utilizzando il coupon ABEILLE potrete ottenere uno sconto del -20%!

[ITA] Dear followers by today ABEILLES, my new pattern who combining my passions for shetland lace and working gloves, is available for download on my  Ravelry Store! In the days of the launch of the pattern, from midnight today July 8, 2016 to Sunday, July 10 23:59, using the ABEILLE coupons you can get a discount -20% off!

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ABEILLES è un paio di gantini leggero ma robusto come le ali di un’ape. La delicatezza dei trafori sul polsino e sul dorso della mano è compensata dalla resistenza del 100% lino di Katia Filati di cui sono composti questi elegantissimi guanti senza dita adatti al pomeriggio, alle cerimonie o semplicemente a tutte quelle di voi che amano il fascino un po’ retrò.

ABEILLES lightweight, rugged like the wings of a bee. The delicacy of the laces on the cuff and on the back of the hand is matched by the strength of 100% linen with they are made of these elegant fingerless gloves suited to the afternoon, ceremonies or simply to all those of you who love the charm a little ‘retro.

Il Lucet, ovvero come i vichinghi amavano giocare coi filati

I Tutorial di Ivan, Tecniche della Maglia, Uncategorized

C’era una volta, secoli e secoli fa, una popolazione proveniente dal Nord Europa, di omoni grandi e grossi (forse alcuni anche cattivi), che amava indossare elmetti con grandi corna… Dovrei forse iniziare così, come una favola, questo articolo dedicato ad una tecnica antichissima, che proprio come le favole, affonda le radici nel mito e nella leggenda.

Il lucet è in pratica una forcella, oggi soprattutto in legno, ma che in passato veniva creata anche in osso o metallo, utilizzata per creare delle corde tubolari  di filato che nelle epoche vichinga e medievale venivano utilizzate sia per creare monili, sia per essere poi tessute a telaio per creare abiti e coperte.
Le caratteristiche principali della corda ottenuta dalla lavorazione a Lucet (detta luceting in inglese) è quella di essere quadrata, forte, resistente mantenedo eppure una discreta elasticità. Questa struttura è data dalla lavorazione, formata da una serie di nodi che si creano accavallando asole di fili a giri alterni su se stesse. A differenza di altre tecniche di “intreccio” di fili, come ad esempio il giapponese Kumihimo, il lucet non necessita di fili pre-misurati e pre-tagliati prima di cominciare il lavoro, e quindi può far ottenere una corda lunga quanto il metraggio di una matassa di filato permette!
Oggigiorno il Lucet è stato riscoperto soprattutto nel campo del bijoux, arricchito infatti di pippiolini, perline o altri monili viene impiegato soprattutto nella creazione di bracciali e collane. A mio avviso può essere anche un interessante nuovo modo di giocare con i filati per provare nuove lavorazioni a maglia, e magari per avvicinare i più piccoli a questo mondo.

Il lucet che ho utilizzato io nel foto-tutorial che segue è acquistabile su Amazon a QUESTO LINK al prezzo di € 9,85.
In questo tutorial vi mostrerò come io lavoro la corda base con il lucet, il mio metodo è nato dal mix di diversi metodi imparati  in giro su internet. Per seguire il tutorial, clicca sulla prima foto per aprire la galleria, e poi scorri in avanti passo passo.