Mani di Fata Day in Tour Milano: Io c’ero!

il mondo di Ivan

11999911_928515890527805_1607731677_nCarissimi e carissime followers in questo periodo super impegnato tra lavoro e preparazione di corsi e progetti ogni tanto capita anche un’occasione di svago!
Ieri insieme alla collega ed amica Alice Twain ed a Emanuele Bonaglia di The Lacemaker Diary/Antico Moderno sono stato al fantastico DAY IN TOUR – Tappa Milano di Mani di Fata, un bellissimo evento che si è tenuto presso il negozio Canetta di via Mazzini dove hanno partecipato moltissime creative e creativi alla quale insieme alle simpaticissime ragazze della redazione ed ai colleghi insegnanti/blogger ho regalato qualche consiglio e sorriso! Ho destato molto interesse tra le partecipanti molta curiosità lavorando ad un guanto con il gioco di ferri, mentre Emanuele , al mio fianco faceva scintille con i suoi fuselli! Al pomeriggio mi sono dato ad un po’ di chiacchierino a navetta, giusto per destare un altro po’ di stupore…
E’ stata una giornata intensa e divertente, ricca di nuove conoscenze, risate, e dove alcune novità lavorative riguardo alla mia collaborazione con la rivista meneghina. Il prossimo appuntamento del DAY IN TOUR di Mani di Fata sarà a Napoli il 22 ottobre, e consiglio a tutti gli amici e amiche campani di non perdervelo!
Altri appuntamenti imperdibili con le esperte della redazione saranno ad CREATIVA a Bergamo 1/4 ottobre durante la quale Mani di Fata presenterà i suoi primi corsi, ABILMENTE a Vicenza dal 15 al 18 ottobre, alla fiera PASSATEMI E PASSIONI di Forlì dal 23 al 25 ottobre ed infine ad ABILMENTE Roma dal 5 all’8 novembre! Tutti appuntamenti da non perdere assolutamente!

Io intanto il 3 di ottobre sarò da Misterlino a Parma col primo corso di questa nuova stagione… rimanete connessi!

Le Lanivendole: un piccolo paradiso tra i caruggi

Conferenze, Lane & Filati

Oggi è una splendida giornata di sole in Liguria (già già, mi avete letto poco in questi giorni perché sono sceso qualche giorno in ferie a far visita alla famiglia) e così stamattina con mio fratello Andrea abbiamo deciso di fare una piccola gita a Genova, dove tra l’altro avevo appuntamento con la mia amica Alice Twain per un’occasione speciale: la sua nuova conferenza sulla lavorazione e l’utilizzo dei filati.
Luogo dell’incontro era il bellissimo negozio di Le Lanivendole, una piccola perla nascosta tra i caruggi del porto antico, in Vico San Cristoforo, vicino alla celebre Via Balbi, nei pressi di Stazione Piazza Principe.
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La conferenza è stata superba, interessante e scorrevole (vi consiglio di non perdervela se avrete occasione di partecipare ad altre date, soprattutto se avete già ascoltato la precedente di Alice Twain sulle fibre), ma soprattutto sono rimasto incantato dai bellissimi filati creati a mano dalle due simpaticissime proprietarie del negozio che ,dopo averle cardate o pettinate, filano, usando spesso come base la ottima L’AquiLANA, e tingono a mano stupende matasse “pazze” e preziose che si possono definire solo come “il sogno erotico di ogni knitter”.

Se capitate a Genova fate un salto a trovarle, vi stupiranno! E tra le altre cose…Io non vi ho detto niente..Ma chissà che presto anche io non torni a trovarle, magari proponendo il mio primo corso +  conferenza in Liguria!

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L’importanza del ferro da stiro: consigli e suggerimenti

L'angolo della "Massaia"

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C’è chi lo detesta e nemmeno lo può sentire nominare, considerandolo uno “strumento del demonio” atto a farci compiere uno degli atti più ripetitivi e noiosi tra i lavori domestici. C’è invece chi lo adora e non potrebbe mai farne a meno: signori e signore stiamo parlando del ferro da stiro.

Nel mondo del cucito, il ferro da stiro è uno strumento indispensabile ed insostituibile, che aiuta noi poveri “sarti amatoriali” a creare finiture lisce ed a dare la giusta piega a bordi e orli nei tessuti, per non parlare poi delle tanto temute pinces!
Qualche mese fa il mio ferro da stiro si è “suicidato” dopo anni di fedele servizio, e così mi sono imbattuto nel classico dilemma: Quale comprare per sostituirlo, visto che faccio anche molti lavori manuali? Ciò che voglio illustrarvi in questo articolo sono i vari tipi di ferro da stiro che troviamo in commercio, compararli e consigliarvi riguardo al tipo di ferro da usare a seconda del lavoro che ci troviamo a fare. Al termine dell’articolo qualche piccolo consiglio per gli acquisti.

IL FERRO DA STIRO A SECCO

ferro-da-stiro-a-seccoE’ il più antico tra i suoi “fratelli e cugini”. La stiratura a secco è infatti quella usata fin dall’antichità, quando venivano usati grandi recipienti di bronzo pieni di carbone rovente per lisciare le stoffe.

Hanno la piastra liscia e priva di fori, solitamente in acciaio o alluminio (alcuni modelli più moderni hanno la piastra in ceramica). La particolarità del ferro a secco è che tra tutti i tipi di ferro da stiro è quello la cui piastra distribuisce meglio il calore,  raggiungendo temperature più alte rispetto ai modelli a vapore e sono solitamente più pesanti, consumando generalmente tra i 700 e 1000/1200 W. Tra questi troviamo anche i mini ferri per patchwork.

Questo tipo di ferro da stiro è ideale per chi si trova spesso a trattare tessuti in seta, lana (anche lavorata a maglia), lini sottili (che richiedono temperature molto alte) e in generale materiali che possono essere danneggiati dai segni lasciati dall’acqua o dal vapore. Ottimi anche per chi spesso utilizza i decalcabili per ricamo.
IMPORTANTE: quando stirate con questo tipo di ferro da stiro, ricordate di frapporre un panno umido sul tessuto o di stirarlo ancora leggermente umido.

FERRO DA STIRO A VAPORE

pulire-piastra-ferro-stiroNato nel 1926, è il classico ferro da stiro che quasi tutti abbiamo in casa.

La piastra può essere in diversi materiali: acciaio, alluminio, ceramica, vetroresina, ha un serbatoio interno per l’acqua che solitamente porta a seconda del modello dai 170 ai 450 ml di liquido. Ha la duttilità di essere usato sia con la funzione secco sia con quella a vapore, avendo però la pecca di raggiungere difficilmente le alte temperature di un ferro a secco classico. Solitamente hanno un consumo elettronico tra i 1200 ed i 2600 W.

Utile con tutti i tipi di tessuto, regolando la temperatura a seconda del materiale che ci troviamo a trattare, estremamente efficace soprattutto sul cotone. può essere utilizzato con la funzione vapore sulla seta pesante.

IL FERRO DA STIRO A CALDAIA

40542Più moderne e con prestazioni spesso elevate, è il ferro da stiro più adatto a chi ha o una famiglia molto numerosa o deve cucire spesso e con risultati professionali.

I ferri a caldaia hanno un serbatoio separato che può contenere una grande quantità di acqua (tra i modelli casalinghi anche sino a 2,5/3 lt), in pressione o a carica continua (ovvero che si possono rabboccare in qualunque momento senza spegnere l’apparecchio) che viene trasformata in vapore e messa in pressione all’interno della caldaia, e inviata al ferro da stiro tramite un cavo.
I ferri a caldaia hanno la particolarità di produrre un getto di vapore molto potente (dai 2.5 ai 7 bar a seconda della marca e del modello) e proprio questa forte pressione rende più efficace il lavoro del ferro sia in orizzontale che in verticale.

E’ ideale su tutti i tipi di tessuto, anche appesi o sistemati sul manichino da sarto e  particolarmente adatto a chi cuce molto e spesso, o a chi vuole prestazioni professionali per la casa e gli hobby.
IMPORTANTE: Se acquistate un ferro da stiro a caldaia, vi consiglio di controllare che il modello scelto raggiunga almeno i 3.5 bar di potenza vapore, altrimenti la stiratura non darà risultati eccellenti.

CONSIGLI PER L’ACQUISTO

Il mio consiglio per voi è di comprare un BUON ferro da stiro, il che non significa necessariamente acquistarne un modello costoso, ma un modello resistente, che sia per voi pratico nella vita di tutti i giorni, che abbia la temperatura e vapore regolabili, la piastra liscia e facilmente pulibile, magari antiaderente.
QUI troverete un ottimo sito internet che potrà consigliavi e descrivervi nel dettaglio i modelli in vendita delle maggiori marche.

I Piedini Orlatori (Stretto e Arrotolato)

La Macchina da Cucire ed i suoi segreti, Taglio e Cucito

Benvenuti e benvenute al 6* appuntamento della nostra rubrica “Un piedino per ogni occasione“, ormai seguitissima tra tutti e tutte voi che amate scoprire sempre cose nuove per aumentare il potenziale delle nostre macchine da cucire e taglia-cuci!
Oggi ci addentriamo nel mondo degli orli ed impareremo caratteristiche e utilizzo di alcuni piedini davvero importanti da avere nel nostro kit!
Ricordo inoltre che molti dei piedini recensiti in questa mia rubrica sono disponibili all’acquisto in un comodo kit di 32 pezzi ad un ottimo prezzo su Amazon!

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I Piedini Orlatori

Il piedino si presenta con una punta angolata, sulla parte superioren troviamo una spirale metallica che ripiega la stoffa due volte e la tiene unita fino alla scanalatura attraverso la guida posta nella soletta (parte inferiore del piedino).
Esistono varie misure di questa spirale per questo particolare piedino a seconda del tessuto che andiamo a cucire: 1 – 2 mm per orli a conchiglia o arrotolati su tessuti leggeri, 4 – 6 mm per orli stretti o arrotolati, con una cucitura robusta e che grazie alla doppia piegatura non sfrangerà.

Questo piedino viene utilizzato moltissimo in ambito sartoriale per la creazione di abiti, orli di foulard ma può essere impiegato anche per l’applicazione di pizzi e piccole bordure, o per rivestire cordoncini in assenza dell’apposito piedino.

L’utilizzo del piedino orlatore non sempre da risultati perfetti al primo colpo, è necessario infatti per ottenere ottimi risultati esercitarsi ed acquisire una certa manualità, ma come dico sempre armandosi di santa pazienza, nulla è impossibile. Nel Video sottostante, come sempre, potrete vedere la messa in opera del piedino

Knitting Divas: Joan Crawford

il mondo di Ivan

Quelli e quelle di voi che mi conoscono e mi seguono ormai da tempo sicuramente ricorderanno della mia grande passione per i vecchi film. Ci fu un tempo, alcuni decenni fa, in cui Hollywood era un moderno Olimpo, popolato di Divini e Divine che con la magia dei loro volti trasportavano su celluloide i sogni della gente comune. Per questo motivo e per la mia grande passione per storia e cinema ho voluto creare questa rubrica, Knitting Divas, dove vi racconterò curiosità e aneddoti sulle più grandi attrici e regine del gossip dei bei tempi andati che amavano nel tempo libero sferruzzare in libertà! Al termine dell’articolo mi permetterò anche di consigliare una pellicola da non farsi scappare! Per inaugurare la rubrica oggi vi racconterò di una delle stelle più brillanti:

69f05df1a6613e8d0e1d87197e68a299JOAN CRAWFORD

Joan, il cui vero nome Lucille Fay LeSueur, nacque a S. Antonio (California) nel 1905. Abbandonata in tenera età dal padre, J. non ebbe quella che si può definire una infanzia facile. La gioia la trovò quando il secondo marito della madre, un certo Billy, proprietario di un piccolo teatro di provincia, la introdusse ancora bimba al palcoscenico, come ballerina.
Lavorò duramente fin dall’adolescenza, facendo la commessa, la donna delle pulizie per continuare a pagarsi le lezioni di ballo, e la sua fortuna fu di essere notata durante una gara di charleston da un agente teatrale che riuscì, giovanissima, a farla scritturare come ballerina di fila a Broadway.

Ostinata e testarda (due qualità che si porterà dietro per tutta la vita), l’uccello ballerino prese il volo per la California, diretta a Hollywood, dove dopo una gavetta non indifferente, districandosi tra comparse e piccoli ruoli, Il vero grande successo arrivò per la Crawford grazie alla sensuale e spregiudicata interpretazione della giovane dattilografa in Grand Hotel (1932) di Edmund Goulding, film vincitore di un premio Oscar, dove recitò accanto a Greta Garbo e John Barrymore. Con questo ruolo Joan si impose sul pubblico americano, e mondiale in seguito, creando questo nuovo modello di donna, dolce e femminile, ma anche indipendente e sfacciata. Ben presto entrò a far parte di quella che veniva definita “La Stirpe Reale di Hollywood” ed arrivò anche l’Oscar, nel 1946, con “Il Romanzo di Mildred“, uno dei suoi film più belli.

c75351858b3407f257db931ac1f01d73Joan, oltre al coccolare i suoi cani, amava sopra ogni cosa lavorare a maglia e all’uncinetto, non era raro infatti intravederla durante le pause tra una scena e l’altra sferruzzare accomodata sulla sua poltrona, nella sua roulotte/camerino e persino spesso sulla sua auto mentre attraversava Los Angeles.

La Crawford si sposò ben quattro volte, ed il suo ultimo marito, Alfred Steele era niente po po di meno che uno dei dirigenti della Pepsi. Ebbe quattro figli, tutti adottivi, la più famosa delle quai è Cristina Crawford, nota per aver scritto un romanzo post-mortem su Joan intitolato “Mammina Cara“, dalla quale venne anche tratto l’omonimo film, in cui dipingeva la madre adottiva come una pazza, sadica e alcolista…tutto ciò, si vocifera, per vendetta sui termini dell’eredità lasciata ai figli da Joan, che morì nel 1977 per un cancro allo stomaco, dopo una sfavillante carriera.

IL FILM DA VEDERE
71GrE3MZhaL._SL1103_DONNE, pellicola del 1939 rigorosamente in b/n, regia di George Cukor e naturalmente prodotto dalla Metro-Goldwyn-Mayer, è una brillantissima commedia satirica sul mondo alto-borghese tutto al femminile dell’america di fine anni ’30. Il fatto curioso di questo bellissimo film è che per tutta la durata della pellicola non entra mai in scena, neppure per un secondo, un uomo, se non come voce fuori campo.

Qui la nostra Joan recita la parte dell’antagonista, una perfida commessa di un negozio di profumi che ambisce a migliorare il proprio status sociale divenendo l’amante di uomo ricco. Si da il caso che l’uomo in questione sia sposato con Mary Haines (interpretata dalla bellissima Norma Shearer), una vera signora dell’alta società, che con l’aiuto delle sue migliori amiche, riuscirà a sottrarre il marito dalle grinfie dell’amante e riportarlo al suo fianco.

Potete acquistare il DVD QUI