Il Macramè Rumeno: la mia prossima sfida

Macramè Rumeno, Pizzi e -Merletti, Ricamo, Tecniche del Ricamo, Tecniche dell'Uncinetto, Uncategorized, Uncinetto

Sapete ormai molto bene quanto io ami pizzi e merletti; fanno parte di me, con i loro intricati intrecci di filo che danno vita ad ariosi disegni. Oggi voglio raccontarvi qualcosa a proposito di una tecnica che da noi in Italia (caso strano) è ancora poco conosciuta, ma che mi ha letteralmente fatto perdere la testa.

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Mi sono imbattuto nel macramè rumeno quasi per caso un giorno su internet facendo ricerche sul macramè classico, visitando il blog di Nunzia Gregorio, una bravissima cultrice di questo tipo di merletto, che ha anche fondato l’unico gruppo Facebook italiano sull’argomento. Da quel giorno (circa 2 anni fa) ho fatto molte ricerche sull’argomento, ed ora voglio condividere con voi quanto ho scoperto.

IL MACRAME’ RUMENO: STORIA ED ORIGINI

Contrariamente a quello che si potrebbe dedurre dal nome, il macramè rumeno non è nato in Romania. La sua origine parrebbe trarre i natali nel XVIII secolo in Europa centrale (l’allora Impero Austo-Ungarico) e particolarmente in Ungheria/Jugoslavia, portato (pare) dai nobili francesi in fuga dalla rivoluzione.
Ben presto questa tecnica ebbe un enorme successo, particolarmente durante l’epoca vittoriana quando pizzi e merletti erano in gran voga, e si espanse dall’Europa centrale in Germania, Danimarca, Ucraina, Russia, raggiungendo il suo apice in bellezza e pregio proprio nella regione della Transilvania, in Romania soprattutto negli anni del regime comunista, quando la tecnica veniva addirittura insegnata nelle scuole e cooperative femminili vendevano i propri pizzi nei negozi ai danarosi clienti stranieri.

Inizialmente conosciuto come macramè ad uncinetto, venne nei secoli ribatezzato lasetă românească (appunto macramè rumeno) sia per l’enorme diffusione che questo pizzo ebbe in Romania, sia per differenzialo dal macramè classico (con la quale in effetti ha poco in comune). La tecnica oggi è particolarmente conosciuta negli USA grazie a Sylvia Murariu, autrice negli anni ’90 di due bellissimi libri sull’argomento  (in Italia rintracciabili solo su Tombolo e Disegni), ed in Giappone grazie a Chizuko Shiratori che creò nel 1994 la Japan Romanian Lace Association, una scuola di macramè rumeno a Tokyo che ben presto aprì molte altre succursali nel paese del Sol Levante.

COS’E’ IL MACRAME’ RUMENO 

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Proprio come era l’Impero Asburgico, il macramè rumeno è un vero e proprio crocevia di tecniche che si uniscono a formare questo pizzo particolare e di grandissimo effetto. La tecnica infatti è un misto tra Pizzo Rinascimento (dalla quale prende ispirazione), pizzo irlandese ad uncinetto e ricamo ad ago.  Oltre ai disegni orginali (che spesso sono disegnati a mano e difficilmente reperibili sul mercato, se non solo in vecchie publicazioni), per questa tecnica possono essere facilmente adattabili i pattern per il pizzo rinascimento o i cartoni per il tombolo.
I disegni tipici di questa tecnica prendo spesso spunto dalla natura, infatti la maggior parte sono ricchi di fiori, foglie, farfalle, uccellini, acini d’uva e foglie di vite.
Spesso i pizzi vengono impreziositi con applicazioni centrali in lino o cotone ricamanti a mezzo punto, punto gobelin o punto croce.

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Le fasi della lavorazione del Macramè Rumeno

COME SI LAVORA

Contrariamente a quanto si possa credere il macramè rumeno non è affatto una tecnica impossibile da realizzare, ci vuole soltanto molta (e sottolineo MOLTA) pazienza e un po’ di dimestichezza con il ricamo ad ago, che si acquisisce col tempo.
Viene innanzitutto creato un cordoncino ad uncinetto, che può essere lavorato a piacere in diverse varietà, dalle più semplici alle più elavorate a seconda del risultato finale che si vuole ottenere.
Il disegno, proprio come avviene per la lavorazione del pizzo rinascimento, viene decalcato o fissato su stoffa con la tecnica dello spolvero, e in seguito viene ricoperto,con il cordoncino creato che vi viene imbastito seguendo le linee del disegno stesso. Successivamente a questo passaggio, la stoffa con il cordoncino imbastito viene fissata o su un telaio da ricamo o su un cuscino da tombolo.

A questo punto, dopo aver fissato il cordoncino in corrispondenza di curve e disegni articolati, vengono ricamate le parti interne di petali, fiori, foglie, corolle, ed in generale gli spazi vuoti del merletto con punti di ricamo ad ago, che  prendono ispirazione dai punti tipici del ricamo veneziano. Una volta ultimati i ricami, il pizzo viene staccato dal disegno (che rimane quindi utile per successivi lavori.

IL MIO PROGETTO 2016

Per questo anno che comincia ho deciso di lanciarmi una nuova sfida. E’ da molto tempo che rimando, preso da mille altri impegni, ma in questo 2016 ho deciso di imparare questa tecnica.
In una serie di prossimi articoli, pubblicherò per voi i miei imparaticci e lavori, i tutorial passo passo alla scoperta di questa tecnica, che potremo imparare insieme!
Il primo lavoro che tenterò di eseguire sarà proprio il “TRISKELE” della foto pubblicata poco sopra, il cui tutorial potete scaricare gratuitamente su RAVELRY.
Ora non resta che cominciare!….

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TAGLIA-CUCI SINGER 14SH754 IN OFFERTA LIDL: UN BUON ACQUISTO!

I Segreti della Taglia-Cuci, Taglio e Cucito

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Come ogni anno LIDL, la grande catena di supermercati economici, ha proposto tra le offerte del mese di ottobre (precisamente dall’ 8 sino ad esaurimento scorte), la “SETTIMANA DELLA SARTORIA”.
Tra gli oggetti messi in offerta vantaggiosissima: set di cucito, filati acrilici, lenti da ricamo, una macchina da cucire Silvercrest (che a mio avviso non era nemmeno male per un principiante), ma soprattutto una tagliacuci!

Un’amica l’ha comprata, me l’ha fatta provare, ed ora vi dirò cosa ne penso!

Sicuramente chi di voi non l’ha acquistata è stato colto da mille dubbi sulla qualità, invece chi di voi non ha potuto resistere all’incredibile prezzo di 179 euro ora teme di non aver fatto un buon affare. DON’T WORRY!

La taglia-cuci in vendita promozionale al LIDL è una SINGER 14SH754, una macchina domestica, senza troppe pretese, abbastanza robusta da gestire il lavoro di cucito casalingo venduta e ad un buon prezzo (normalmente la si trova in vendita dai 290 ai 500 euro a seconda delle offerte in rete) semplicemente perché LIDL ne acquista in quantità dalla Singer, e ciò gli permette di rivenderle ad un prezzo decisamente competitivo.

Andiamo ora però ad analizzare la struttura della macchina in se.

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La SINGER 14SH754  è una macchina taglia-cuci domestica che può cucire a 2, 3 e 4 fili, offrendo quindi a chi cuce un’interessante gamma di punti da utilizzare: Sopraggitto a 2 fili, Orlo arrotolato a 2 fili; Punto Piatto a 2 fili; Overlock a 3 fili; Punto sicurezza elastico a 3 fili; Overlock arrotolato a 3 fili; Punto sicurezza extra-elastico a 4 fili.

E’ dotata inoltre di regolazione di trasporto differenziale, regolazione della larghezza del taglio da 3 a 6,7 mm, regolazione lunghezza punto da 2 a 4 mm e braccio libero (comodissimo per cuciture di pulsi, orli e colli).
Altro punto a favore sono gli 11 kg di peso, che la rendono ben salda sul piano d’appoggio senza eccessive vibrazioni, l’infilatura facilitata (devo dire abbastanza semplice), gli 800 punti al minuto di cucitura (ne troppo lenta, ma nemmeno una scheggia) ed il coltello superiore mobile.
Di seguito vi propongo un video-tutorial che vi illustrerà infilatura ed utilizzo della macchina. Sul sito SINGER è inoltre possibile scricare il libretto di istruzioni!

Per concludere posso dirvi che la taglia-cuci  SINGER 14SH754 è un acquisto da consigliare a tutte quelle persone alle prime armi con questo tipo da macchina che vogliono spendere poco (soprattutto usufruendo di ottime offerte come quella del LIDL), abbastanza semplice da imparare ad utilizzare, e che svolge il suo lavoro, naturalmente essendo consapevoli di non poter pretendere da questa macchina le prestazioni di una Bernina o dina BabyLock.

Il Piedino con Rullo (per tessuti difficili)

La Macchina da Cucire ed i suoi segreti

Ed eccoci amiche ed amici, dopo una piccola pausa dall’argomento “macchina da cucire”, al nostro 7* appuntamento con la rubrica “un piedino per ogni occasione“, e 1* post riguardante i piedini per “tessuti o tecniche particolari”. Come sempre il piedino per  macchina da cucire che andremo a scoprire oggi è compreso nel Kit di 32 piedini che potete trovare in vendita su Amazon!

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E’ un piedino perfetto da utilizzare quando ci troviamo a cucire tessuti difficili come eco pelle, jersey elasticizzato, vinile, pile, maglina ed elastici in assenza dell’apposito piedino.
Si può presentare (a seconda della marca) in plastica trasparente, teflon o metallo, con tre rotelle (una più grande sulla parte frontale, e due più piccole all’altezza dell’aggancio) o più rotelle (4-5 distribuite nel piedino) che svolgono, in concomitanza del movimento delle griffe di trasporto, un’azione di presa sul tessuto che normalmente sarebbe difficile cucire con un piedino standard, mantenendolo saldamente fermo sotto l’ago e spostandolo omogeneamente punto dopo punto.
E’ importante ricordare che per ottenere risultati perfetti con questo piedino, è necessario abbinare anche il giusto punto a seconda fdel tessuto che ci troviamo a trattare, alcuni esempi: un punto dritto troppo fitto sull’eco-pelle potrebbe tagliarla, un punto troppo largo sulla maglina potrebbe non rimare elastico.
Questo piedino è inoltre particolarmente adatto quando si devono rifinire con punti overlock i modelli realizzati con tessuti particolarmente scivolosi.
In seguito troverete un video esplicativo che vi mostrerà come mettere in opera questo straordinario ed utilissimo piedino.

L’importanza del ferro da stiro: consigli e suggerimenti

L'angolo della "Massaia"

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C’è chi lo detesta e nemmeno lo può sentire nominare, considerandolo uno “strumento del demonio” atto a farci compiere uno degli atti più ripetitivi e noiosi tra i lavori domestici. C’è invece chi lo adora e non potrebbe mai farne a meno: signori e signore stiamo parlando del ferro da stiro.

Nel mondo del cucito, il ferro da stiro è uno strumento indispensabile ed insostituibile, che aiuta noi poveri “sarti amatoriali” a creare finiture lisce ed a dare la giusta piega a bordi e orli nei tessuti, per non parlare poi delle tanto temute pinces!
Qualche mese fa il mio ferro da stiro si è “suicidato” dopo anni di fedele servizio, e così mi sono imbattuto nel classico dilemma: Quale comprare per sostituirlo, visto che faccio anche molti lavori manuali? Ciò che voglio illustrarvi in questo articolo sono i vari tipi di ferro da stiro che troviamo in commercio, compararli e consigliarvi riguardo al tipo di ferro da usare a seconda del lavoro che ci troviamo a fare. Al termine dell’articolo qualche piccolo consiglio per gli acquisti.

IL FERRO DA STIRO A SECCO

ferro-da-stiro-a-seccoE’ il più antico tra i suoi “fratelli e cugini”. La stiratura a secco è infatti quella usata fin dall’antichità, quando venivano usati grandi recipienti di bronzo pieni di carbone rovente per lisciare le stoffe.

Hanno la piastra liscia e priva di fori, solitamente in acciaio o alluminio (alcuni modelli più moderni hanno la piastra in ceramica). La particolarità del ferro a secco è che tra tutti i tipi di ferro da stiro è quello la cui piastra distribuisce meglio il calore,  raggiungendo temperature più alte rispetto ai modelli a vapore e sono solitamente più pesanti, consumando generalmente tra i 700 e 1000/1200 W. Tra questi troviamo anche i mini ferri per patchwork.

Questo tipo di ferro da stiro è ideale per chi si trova spesso a trattare tessuti in seta, lana (anche lavorata a maglia), lini sottili (che richiedono temperature molto alte) e in generale materiali che possono essere danneggiati dai segni lasciati dall’acqua o dal vapore. Ottimi anche per chi spesso utilizza i decalcabili per ricamo.
IMPORTANTE: quando stirate con questo tipo di ferro da stiro, ricordate di frapporre un panno umido sul tessuto o di stirarlo ancora leggermente umido.

FERRO DA STIRO A VAPORE

pulire-piastra-ferro-stiroNato nel 1926, è il classico ferro da stiro che quasi tutti abbiamo in casa.

La piastra può essere in diversi materiali: acciaio, alluminio, ceramica, vetroresina, ha un serbatoio interno per l’acqua che solitamente porta a seconda del modello dai 170 ai 450 ml di liquido. Ha la duttilità di essere usato sia con la funzione secco sia con quella a vapore, avendo però la pecca di raggiungere difficilmente le alte temperature di un ferro a secco classico. Solitamente hanno un consumo elettronico tra i 1200 ed i 2600 W.

Utile con tutti i tipi di tessuto, regolando la temperatura a seconda del materiale che ci troviamo a trattare, estremamente efficace soprattutto sul cotone. può essere utilizzato con la funzione vapore sulla seta pesante.

IL FERRO DA STIRO A CALDAIA

40542Più moderne e con prestazioni spesso elevate, è il ferro da stiro più adatto a chi ha o una famiglia molto numerosa o deve cucire spesso e con risultati professionali.

I ferri a caldaia hanno un serbatoio separato che può contenere una grande quantità di acqua (tra i modelli casalinghi anche sino a 2,5/3 lt), in pressione o a carica continua (ovvero che si possono rabboccare in qualunque momento senza spegnere l’apparecchio) che viene trasformata in vapore e messa in pressione all’interno della caldaia, e inviata al ferro da stiro tramite un cavo.
I ferri a caldaia hanno la particolarità di produrre un getto di vapore molto potente (dai 2.5 ai 7 bar a seconda della marca e del modello) e proprio questa forte pressione rende più efficace il lavoro del ferro sia in orizzontale che in verticale.

E’ ideale su tutti i tipi di tessuto, anche appesi o sistemati sul manichino da sarto e  particolarmente adatto a chi cuce molto e spesso, o a chi vuole prestazioni professionali per la casa e gli hobby.
IMPORTANTE: Se acquistate un ferro da stiro a caldaia, vi consiglio di controllare che il modello scelto raggiunga almeno i 3.5 bar di potenza vapore, altrimenti la stiratura non darà risultati eccellenti.

CONSIGLI PER L’ACQUISTO

Il mio consiglio per voi è di comprare un BUON ferro da stiro, il che non significa necessariamente acquistarne un modello costoso, ma un modello resistente, che sia per voi pratico nella vita di tutti i giorni, che abbia la temperatura e vapore regolabili, la piastra liscia e facilmente pulibile, magari antiaderente.
QUI troverete un ottimo sito internet che potrà consigliavi e descrivervi nel dettaglio i modelli in vendita delle maggiori marche.

I Piedini Orlatori (Stretto e Arrotolato)

La Macchina da Cucire ed i suoi segreti, Taglio e Cucito

Benvenuti e benvenute al 6* appuntamento della nostra rubrica “Un piedino per ogni occasione“, ormai seguitissima tra tutti e tutte voi che amate scoprire sempre cose nuove per aumentare il potenziale delle nostre macchine da cucire e taglia-cuci!
Oggi ci addentriamo nel mondo degli orli ed impareremo caratteristiche e utilizzo di alcuni piedini davvero importanti da avere nel nostro kit!
Ricordo inoltre che molti dei piedini recensiti in questa mia rubrica sono disponibili all’acquisto in un comodo kit di 32 pezzi ad un ottimo prezzo su Amazon!

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I Piedini Orlatori

Il piedino si presenta con una punta angolata, sulla parte superioren troviamo una spirale metallica che ripiega la stoffa due volte e la tiene unita fino alla scanalatura attraverso la guida posta nella soletta (parte inferiore del piedino).
Esistono varie misure di questa spirale per questo particolare piedino a seconda del tessuto che andiamo a cucire: 1 – 2 mm per orli a conchiglia o arrotolati su tessuti leggeri, 4 – 6 mm per orli stretti o arrotolati, con una cucitura robusta e che grazie alla doppia piegatura non sfrangerà.

Questo piedino viene utilizzato moltissimo in ambito sartoriale per la creazione di abiti, orli di foulard ma può essere impiegato anche per l’applicazione di pizzi e piccole bordure, o per rivestire cordoncini in assenza dell’apposito piedino.

L’utilizzo del piedino orlatore non sempre da risultati perfetti al primo colpo, è necessario infatti per ottenere ottimi risultati esercitarsi ed acquisire una certa manualità, ma come dico sempre armandosi di santa pazienza, nulla è impossibile. Nel Video sottostante, come sempre, potrete vedere la messa in opera del piedino