A Francesca…mia sorella

il mondo di Ivan

Quando qualcuno di così caro vola in cielo non si hanno mai parole…o forse se ne dovrebbero dire troppe.

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Francesca è stata la luce, il sorriso, la complice, la consigliera, la combattente e la sorella che ho avuto la fortuna di avere accanto  per tutta la vita…è grazie a lei ed alla fiducia che aveva in me e nella mia arte se esiste questo blog, la mia pagina e se sono arrivato ad ottenere i successi che ho raggiunto. Ma Francesca, oltre a tutto ciò, era la mia fotografa, una grande fotografa ed artista…Lascerò quindi stare le parole e lascerò che al loro posto parlino alcune delle sue opere che lei in particolare amava, che potrete sfogliare, se ne avrete piacere nella galleria di immagini di questo articolo.

Ho inoltre creato su Facebook una pagina/progetto, dove col tempo caricherò tutte le fotografie artistiche e non scattate da Francesca, così da commemorare, ricordare ma soprattutto celebrare il lavoro, le passioni e la breve vita di questa artista. Per chi volesse seguire questo progetto vi invitoa cliccare su PhotoFrancy ed a mettere “Mi Piace”.

Ti voglio bene sorella mia…non morirai mai veramente sinchè vivrai nei miei ricordi e nel mio cuore.

Ivan

I Piedini Orlatori (Stretto e Arrotolato)

La Macchina da Cucire ed i suoi segreti, Taglio e Cucito

Benvenuti e benvenute al 6* appuntamento della nostra rubrica “Un piedino per ogni occasione“, ormai seguitissima tra tutti e tutte voi che amate scoprire sempre cose nuove per aumentare il potenziale delle nostre macchine da cucire e taglia-cuci!
Oggi ci addentriamo nel mondo degli orli ed impareremo caratteristiche e utilizzo di alcuni piedini davvero importanti da avere nel nostro kit!
Ricordo inoltre che molti dei piedini recensiti in questa mia rubrica sono disponibili all’acquisto in un comodo kit di 32 pezzi ad un ottimo prezzo su Amazon!

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I Piedini Orlatori

Il piedino si presenta con una punta angolata, sulla parte superioren troviamo una spirale metallica che ripiega la stoffa due volte e la tiene unita fino alla scanalatura attraverso la guida posta nella soletta (parte inferiore del piedino).
Esistono varie misure di questa spirale per questo particolare piedino a seconda del tessuto che andiamo a cucire: 1 – 2 mm per orli a conchiglia o arrotolati su tessuti leggeri, 4 – 6 mm per orli stretti o arrotolati, con una cucitura robusta e che grazie alla doppia piegatura non sfrangerà.

Questo piedino viene utilizzato moltissimo in ambito sartoriale per la creazione di abiti, orli di foulard ma può essere impiegato anche per l’applicazione di pizzi e piccole bordure, o per rivestire cordoncini in assenza dell’apposito piedino.

L’utilizzo del piedino orlatore non sempre da risultati perfetti al primo colpo, è necessario infatti per ottenere ottimi risultati esercitarsi ed acquisire una certa manualità, ma come dico sempre armandosi di santa pazienza, nulla è impossibile. Nel Video sottostante, come sempre, potrete vedere la messa in opera del piedino

Knitting Divas: Joan Crawford

il mondo di Ivan

Quelli e quelle di voi che mi conoscono e mi seguono ormai da tempo sicuramente ricorderanno della mia grande passione per i vecchi film. Ci fu un tempo, alcuni decenni fa, in cui Hollywood era un moderno Olimpo, popolato di Divini e Divine che con la magia dei loro volti trasportavano su celluloide i sogni della gente comune. Per questo motivo e per la mia grande passione per storia e cinema ho voluto creare questa rubrica, Knitting Divas, dove vi racconterò curiosità e aneddoti sulle più grandi attrici e regine del gossip dei bei tempi andati che amavano nel tempo libero sferruzzare in libertà! Al termine dell’articolo mi permetterò anche di consigliare una pellicola da non farsi scappare! Per inaugurare la rubrica oggi vi racconterò di una delle stelle più brillanti:

69f05df1a6613e8d0e1d87197e68a299JOAN CRAWFORD

Joan, il cui vero nome Lucille Fay LeSueur, nacque a S. Antonio (California) nel 1905. Abbandonata in tenera età dal padre, J. non ebbe quella che si può definire una infanzia facile. La gioia la trovò quando il secondo marito della madre, un certo Billy, proprietario di un piccolo teatro di provincia, la introdusse ancora bimba al palcoscenico, come ballerina.
Lavorò duramente fin dall’adolescenza, facendo la commessa, la donna delle pulizie per continuare a pagarsi le lezioni di ballo, e la sua fortuna fu di essere notata durante una gara di charleston da un agente teatrale che riuscì, giovanissima, a farla scritturare come ballerina di fila a Broadway.

Ostinata e testarda (due qualità che si porterà dietro per tutta la vita), l’uccello ballerino prese il volo per la California, diretta a Hollywood, dove dopo una gavetta non indifferente, districandosi tra comparse e piccoli ruoli, Il vero grande successo arrivò per la Crawford grazie alla sensuale e spregiudicata interpretazione della giovane dattilografa in Grand Hotel (1932) di Edmund Goulding, film vincitore di un premio Oscar, dove recitò accanto a Greta Garbo e John Barrymore. Con questo ruolo Joan si impose sul pubblico americano, e mondiale in seguito, creando questo nuovo modello di donna, dolce e femminile, ma anche indipendente e sfacciata. Ben presto entrò a far parte di quella che veniva definita “La Stirpe Reale di Hollywood” ed arrivò anche l’Oscar, nel 1946, con “Il Romanzo di Mildred“, uno dei suoi film più belli.

c75351858b3407f257db931ac1f01d73Joan, oltre al coccolare i suoi cani, amava sopra ogni cosa lavorare a maglia e all’uncinetto, non era raro infatti intravederla durante le pause tra una scena e l’altra sferruzzare accomodata sulla sua poltrona, nella sua roulotte/camerino e persino spesso sulla sua auto mentre attraversava Los Angeles.

La Crawford si sposò ben quattro volte, ed il suo ultimo marito, Alfred Steele era niente po po di meno che uno dei dirigenti della Pepsi. Ebbe quattro figli, tutti adottivi, la più famosa delle quai è Cristina Crawford, nota per aver scritto un romanzo post-mortem su Joan intitolato “Mammina Cara“, dalla quale venne anche tratto l’omonimo film, in cui dipingeva la madre adottiva come una pazza, sadica e alcolista…tutto ciò, si vocifera, per vendetta sui termini dell’eredità lasciata ai figli da Joan, che morì nel 1977 per un cancro allo stomaco, dopo una sfavillante carriera.

IL FILM DA VEDERE
71GrE3MZhaL._SL1103_DONNE, pellicola del 1939 rigorosamente in b/n, regia di George Cukor e naturalmente prodotto dalla Metro-Goldwyn-Mayer, è una brillantissima commedia satirica sul mondo alto-borghese tutto al femminile dell’america di fine anni ’30. Il fatto curioso di questo bellissimo film è che per tutta la durata della pellicola non entra mai in scena, neppure per un secondo, un uomo, se non come voce fuori campo.

Qui la nostra Joan recita la parte dell’antagonista, una perfida commessa di un negozio di profumi che ambisce a migliorare il proprio status sociale divenendo l’amante di uomo ricco. Si da il caso che l’uomo in questione sia sposato con Mary Haines (interpretata dalla bellissima Norma Shearer), una vera signora dell’alta società, che con l’aiuto delle sue migliori amiche, riuscirà a sottrarre il marito dalle grinfie dell’amante e riportarlo al suo fianco.

Potete acquistare il DVD QUI

Il Punch-Needle: ricamare non è mai stato così semplice!

Libri, Ricamo, Tecniche del Ricamo

punch2E’ da un po’, cari followers, che non vi parlo di ricamo. Oggi vi racconterò di una tecnica non troppo conosciuta ma molto divertente, semplice e creativa: Il Punch-Nedlee, anche conosciuto nel nostro paese come Ago Magico o Punto spugna. In questo articolo vi racconterò la storia, le curiosità. gli strumenti per realizzare questo particolare ricamo, ed in fondo troverete un paio di libri che ho recensito per voi!

LA STORIA

Il Punch-Needle affonda le radici in una delle più antiche civiltà: l’antico Egitto. Molti reperti di tessuti ricamati con questa tecnica sono stati ritrovati nelle tombe risalenti a quel periodo. In quel tempo questo particolare ricamo veniva creato utilizzando ossa di piccoli uccelli come ago.

Tuttavia il suo massimo splendore la tecnica lo conobbe sotto il regno dello Zar Pietro il Grande, nel XVII secolo, diffondendosi in tutta la Russia, dove veniva largamente impiegato per impreziosire con ricami i paramenti religiosi delle chiese ortodosse.

E fu proprio grazie ai russi che emigrarono dalla loro madre patria se oggi in quasi tutto il mondo questo ricamo è largamente conosciuto e diffuso, soprattutto in America ed in particolare in Oregon, dove molte comunità russe di emigranti portarono la tecnica e la insegnarono agli abitanti del luogo.
Negli ultimi anni  il punch- needle sta tornando in auge, per diversi motivi, tra cui la sua eleganza e la sua versatilità:lo si può infatti impiegare per innumerevoli oggetti, dagli abiti, alle borse. dai piccoli centri decorativi sino a grandi progetti come tappeti e coperte.

LA TECNICA DEL PUNCH-NEEDLE
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Uno dei motivi della sua grande diffusione, è proprio la grande semplicità della sua esecuzione, e quindi l’immediatezza con cui si impara la tecnica. Proprio per queste due ragioni il punch-needle è una tecnica molto adatta anche ai bambini, e può essere un ottimo strumento creativo (e didattico) per avvicinarli alle arti manuali.
Il ricamo si lavora dal rovescio su una stoffa a trama ben fitta, e questa è forse la sua particolarità: il lavoro finito lo si vede soltanto voltando il ricamo. L’aspetto finito del lavoro ricorda forse un po’ quello dei tappeti con un piacevole effetto “rilievo”, e si presenta come una serie di asole, da qui il nome di “punto spugna“.

IL FERRO DEL MESTIERE

71q2-FSbdDL._SL1500_Lo strumento indispensabile per realizzare questo ricamo è il punzone (anche detto “ago magico”). Somiglia molto ad una penna, con all’estremità un ago cavo attraverso il quale possono passare (a seconda della dimensione dell’ago stesso) da 1 a 3 fili da ricamo. la maggior parte dei punch-needles in commecio hanno la “profondità” del punto fissa, mentre altri ne hanno la hanno regolabile.

Per chi volesse provare la tecnica QUI potrete acquistare un buon punzone ad un prezzo ragionevole su Amazon. Altri modelli li potete trovare QUI.

I LIBRI CONSIGLIATI

punchneedlePUNCHNEEDLE THE COMPLETE GUIDE (Marinda Stewart, Krause Publications – 2009) E’ forse il migliore manuale sulla tecnica che si possa trovare in commercio. Il libro (disponibile anche in versione ebook) si sviluppa su 256 pagine, tutte a colori e ricchissime di foto e immagini che aiutano a comprendere al meglio la tecnica da imparare. Le spiegazioni sono esaustive ed in un inglese molto comprensibile e semplice. Nel volume, dopo una breve introduzione storica, troviamo numerosissimi tutorial che c guidano passo passo alla scoperta di questa straordinaria tecnica.

Posso in conclusione dire che è davvero un buon libro e che sento di doverlo consigliare a chi per la prima volta si avvicina al punchneedle.
POTETE ACQUISTARLO QUI

43-st262-searchpressEASY, ELEGANT PUNCHNEEDLE (Marinda Stewart, Stackpole Books – 2013) sempre della stessa autrice, arricchisce le conoscenze acquisite nel primo manuale con nuovi progetti e tante nuove idee. Nel volume, 192 pagine, sempre a colori, ricchissime di fotografie, immagini chiare, e spiegazioni concise scopriamo con 20 progetti come decorare con il punch-needle e come creare piccoli accessori tridimensionali. E’ un libro semplice e divertente per chi vuole fare un piccolo passo oltre con questa tecnica, e provare cose nuove!

POTETE ACQUISTARE IL LIBRO QUI

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Il Cro-Tat: le “nuove” frontiere del chiacchierino

Chiacchierino, Uncinetto

l_59175dd0-2a44-11e2-935b-712b86800008Molti di voi sicuramente ricorderanno l’articolo sulla storia del chiacchierino che pubblicai qualche mese fa. In quell’articolo, che fu ed è tuttora uno dei più visitati del mio blog, vi promettevo che avrei parlato anche delle varie tecniche per lavorare questo meraviglioso pizzo tornato di moda da qualche anno, ed oggi partiamo proprio dalla meno conosciuta: il CRO-TAT. In questo articolo ne analizzeremo la storia, la tecnica e gli strumenti di lavorazione, prossimamente pubblicherò anche un’articolo dove scopriremo insieme la realizzazione vera e propria della tecnica.

BREVE STORIA DELLA TECNICA

Il cro-tat, ovvero crochet-tatting (chiacchierino all’uncinetto), tornato alla ribalta della moda in questo ultimo paio d’anni, non è una tecnica così nuova come si potrebbe pensare.
I primi riferimenti a questo modo di lavorare il pizzo li ritroviamo già infatti in una pubblicazione del 1869 di Harper Bazaar (precisamente il I volume), e divenne molto popolare e particolarmente diffusa soprattutto in Germania,  proprio perché di facilissima realizzazione rispetto alla tecnica con navetta, che richiede una certa esperienza per dare al lavoro finito un aspetto perfetto.

LA TECNICA 

Il chiacchierino ad uncinetto è una tecnica molto simile alla lavorazione del chiacchierino ad ago, è facile da comprendere e richiede una manualità minima con l’uncinetto, proprio per queste sue caratteristiche è forse il miglior metodo per un principiante nell’arte del pizzo per approcciarsi al chiacchierino. Una particolarità importante, sempre in comune con la tecnica ad ago, è quella che in caso di errore nell’esecuzione di un pattern, i nodi possono essere facilmente scuciti (mentre chi conosce la tecnica della navetta sa bene che un errore simile e ben difficile da correggere).

Ma non c’è rosa senza spine. Infatti le differenze fra il chiacchierino con la navetta e il crochet-tatting sono ben riconoscibili: Quando lavoriamo a navetta i nodi rimangono molto compatti e piatti, possiamo utilizzare filati sottilissimi che nell’insieme donano al pizzo finito un aspetto molto fine e delicato. Nella tecnica ad uncinetto invece il lavoro finito risulta più “grossolano”, o per meglio dire “rustico”, perchè a differenza della tecnica a navetta dove i nodi vengono creati sul filo portante e si compattano con i movimenti della mano, nel cro-tat (come nella tecnica ad ago) i nodi vengono creati sull’uncinetto, che in seguito fa passare il filo attraverso i punti per creare cerchi ed archetti. Proprio questa caratteristica “allarga” i punti, dando un risultato finito più panciuto.

Il cro-tatting può essere realizzato anche utilizzando i punti classici dell’uncinetto: questo tipo di lavorazione avrà soltanto lo scopo di assomigliare nella struttura a un lavoro al chiacchierino, ma sarà diverso nella sostanza, poiché troveremo maglie basse e catenelle al posto dei canonici nodi doppi del chiacchierino.

I FERRI DEL MESTIERE

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Il Cro-Tatting viene lavorato con dei particolari uncinetti (che potete trovare in mercerie molto fornite o anche in vendita su Amazon QUI).

Questi uncinetti sono più lunghi dei classici (solitamente 9 cm + il manico), e questa caratteristica è fondamentale per la formazione dei numerosi nodi che si devono creare per alcuni pizzi. Presentano inoltre e una  testa molto appuntita e gola profonda , la prima per penetrare meglio nei punti e la seconda per tirare al meglio il filo attraverso i nodi senza rovinarli. Personalmente ho acquistato quelli della Prym in acciaio (con cui mi trovo benissimo), ma si trovano in commercio anche in altri materiali come ad esempio il bambù.

Concludiamo questo nuovo viaggio con un paio di consigli. Ahimè non si trovano in commercio libri veri e propri sulla tecnica, ma fortunatamente viviamo nell’era di internet, che è un’ottima risorsa.
QUI potrete trovare un ottimo sito inglese ricchissimo di informazioni e pattern gratuiti

QUI invece un forum italiano che tratta del chiacchierino in generale ed anche della tecnica del cro-tatting