Il Punto Twigg: un nuovo mo(n)do della maglia bicolore

Le recensioni di Ivan, Libri, Maglia, Tecniche della Maglia

Mi trovavo, come spesso faccio, a vagare per una delle librerie del centro di Milano, e trascinato da una forza “mistica” sono giunto al reparto “Tempo Libero”, li, tra un titolo e l’altro, un nuovissimo volume da poco stampato ha catturato la mia attenzione…non ho potuto fare a meno di acquistarlo ed ora lo recensirò per voi!

814unJVu9XL (1)IL PUNTO TWIGG (Vicki Twigg, Il Castello Ed. – 2015) traduzione italiana di “Twigg Stitch: A New Twist on Reversible Knitting” della Interweave è, come praticamente ogni libro edito dalla famosa casa editrice americana, un vero gioiellino di manuale che guida il knitter attraverso la scoperta di questo nuovo punto, simile per certi versi al punto brioches, di realizzazione abbastanza semplice una volta appresa la manualità necessaria a lavorare con due fili di colori diversi, e che da uno straordinario risultato bicolore e double-face ai nostri lavori a maglia!

Il manuale si sviluppa in 168 pagine, tutte a colori, ricche di immagini dei modelli, foto-tutorial delle tecniche da acquisire, schemi dei punti ben fatti, chiari e semplicemente comprensibili da tutti.

La traduzione è molto fedele all’originale, ben scritta, discorsiva. Una delle cose che più mi ha colpito di questo volume è la ricchezza di tecniche base spiegate all’interno delle sue pagine: tra i metodi di avvio troviamo ad esempio (credo per la prima volta su un testo tradotti in italiano) due metodi di avvio tipicamente “nordici”: il German Twisted Cast On ed il Norwegian Alternating Knit & Purl Cast On. Interessantissima tutta la parte ovviamente della lavorazione a due colori, che viene spiegata tenendo entrambi i fili nella mano destra per chi lavora English, entrambi i fili nella mano sinistra per chi lavora Continental, e tenendo un filo in ogni mano per chi come me è ambidestro!

Carini, molto, i 9 pattern (tutti di accessori) nella parte centrale del libro, che seguono passo passo, spiegati in modo semplice e chiaro, il knitter che vuole provare questa tecnica. Per chi poi, come me, vorrà osare con la fantasia, e provare a realizzare un proprio pattern con il punto Twigg, Nella quarta ed ultima parte del manuale, troviamo un’accuratissima raccolta di punti spiegati passo passo attraverso grafici e spiegazioni scritte.

In conclusione posso affermare che IL PUNTO TWIGG è un manuale straordinario, divertente, assolutamente accurato, che propone un nuovo metodo di lavorazione bicolore a maglia adatto a chi già ha esperienza di colorworks e vuole imparare qualcosa di nuovo, sia al principiante stufo dei soliti diritto e rovescio che desidera più colore nelle sue opere!

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Aghi da Maglia Dritti Takumi Clover: Promossi!

Ferri del Mestiere, Le recensioni di Ivan

Conoscete la mia grande passione per i prodotti Clover, ditta made in Japan produttrice di praticamente ogni articolo che ogni Knitter vorrebbe avere nel suo kit di lavoro.
Ancora non avevo mai avuto modo di utilizzare i loro ferri da maglia, ma pochi giorni fa sono stati sottoposti alla mia attenzione gli aghi dritti della serie TAKUMI, ed ho deciso di testarli e recensirli per voi!

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Iniziamo analizzandone il materiale: il bamboo utilizzato per la creazione di questi ferri da maglia, a mio avviso, è di qualità eccellente, piacevole al tatto, liscio, uniforme e privo di schegge.
Durante il lavoro gli aghi svolgono disciplinatamente il loro compito, dando un ottimo grip che può essere molto utile soprattutto a chi lavora con una tensione molto debole (la così detta “mano larga”) o chi si trova ad affrontare lavorazioni lace anche piuttosto complesse, mantenendo bene sotto controllo le maglie.
Altro punto a favore della gamma di aghi Takumi è la punta, decisamente acuminata e ben delineata, entra perfettamente nelle maglie, utile soprattutto per chi come me si trova spesso ad affrontare lavorazioni a trecce.

I Takumi sono disponibili in diverse lunghezze: 25 – 35 – 40 cm , il che li adatta a tutte le esigenze, sia per chi è abituato ad una lavorazione English con il classico ferro sotto il braccio, sia per chi invece lavora a “braccio libero”. Non è da sottovalutare nemmeno la grandissima gamma di misure che vanno dai 2 mm sino ai 10 mm comprensive anche dei quarti di misura (n.25 e n.75) sino al 3.75 mm.
La fascia di prezzo è media, ne troppo alta, ne troppo bassa, ma sicuramente adatta all’ottima qualità dei materiali.

Sono inoltre disponibile nella gamma dei Takumi anche i Ferri Circolari Fissi, Giochi di Ferri a Doppia Punta  ed anche un superbo KIT di Ferri Circolari Intercambiabili con tanto di custodia rigida in ecopelle!

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Concludo questa recensione dicendo che i ferri in bamboo Takumi di Clover sono un ottimo strumento, che mi sentirei di consigliare anche ai principianti che desiderano imparare a lavorare a maglia con un buon ferro senza spendere un capitale!

Simple Stylish Maglia di DeAgostini: una raccolta da evitare!

Le recensioni di Ivan

Oggi mentre ero in giro con la mia amica Alice Twain, dopo aver ritirato le prime copie della nuova edizione del suo splendido manuale “Ai Ferri Corti” (che tra qualche giorno recensirò per tutti voi curiosi), e passando davanti ad un’edicola il mio sguardo si è posato su questa nuova uscita della DeAgostini, così ho deciso visto il prezzo (1,99 Euro) di provare ad acquistare il primo numero: PESSIMO! ed ora vi spiego il perché.
img-dx-ordinaInnanzitutto mi permetto di manifestare la mia posizione su una cosa: non amo le raccolte ad uscita periodica, soprattutto perché a lungo andare tendono a diventare infinite e costose (Questa raccolta comprende 90 uscite, 89 delle quali a 5,99 euro), molto più di quanto lo sarebbe un buonissimo libro di maglia semplice e conciso dedicato a principianti (come per appunto il libro della Twain, o i libri di Ann Budd).
Detto ciò, ho trovato piacevole l’impaginazione, molto belle le immagini, ma ahimè la tragedia è arrivata quando ho letto le spiegazioni sia dei modelli (davvero molto semplici e fin qui ci sta visto che è rivolta ad un pubblico principiante, a mio avviso ben poco fantasiosi ed alcuni palesemente copiati da riviste inglesi) sia delle tecniche. Volete un esempio?
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Da insegnante ritengo che una pubblicazione rivolta ad un pubblico completamente “vergine” del mondo maglieristico dovrebbe, come nel caso delle pubblicazioni inglesi e americane, evitare giri di parole che rende difficile l’immediata comprensione del testo (come potete vedere ad esempio nella fotografia qui sopra). Sfogliando le pagine della raccolta ho spesso riscontrato di questi problemi anche e soprattutto nella spiegazione delle tecniche: un esempio, come metodo di avvio viene insegnato unicamente il metodo con due ferri (secondo me più difficile ad esempio dell’avvio a due capi), oltretutto spiegato in alcuni passaggi in modo davvero poco comprensibile.
Altro punto a sfavore, viene unicamente insegnato il metodo English (con il filo a destra), senza dare la possibilità di imparare il metodo Continental.
Sul volume vengono inoltre pubblicizzati dei video-tutorial, a mio avviso palesemente copiati da quelli forniti sul sito di DROPS.
Ahimè non mi hanno soddisfatto neppure i gadget in allegato all’uscita:  img-gallery-1 img-gallery-2

Due gomitoli da 25 gr di filato BBB (una volta ottima ditta di filati) 50% acrilico – 50% lana senza arte ne parte, anzi, lavorandoli spesso il filo (abbastanza spiacevole e di scarsa qualità al tatto) tende a dividersi forse anche a causa della pessima qualità di bambù di cui sono fatti i ferri corti n* 4mm sempre in omaggio all’uscita, con un grip pazzesco, connubio insomma a mio avviso per niente adatto ad un principiante.
Concludo questa mia prima recensione negativa dicendo che secondo me è bene evitare questa uscita a fascicoli perché scarsa sia nella qualità dei contenuti sia in quella dei materiali offerti e per il costo (la raccolta di tutti i numeri in totale arriva al costo di 535 euro), optando piuttosto per un buon libro dedicato ai principianti, un paio di ferri di buona qualità così come pure un gomitolo di ottimo filato 100% lana, il tutto a meno di 100 euro!.
Per chi volesse comunque approfondire e dare un’occhiata all’opera può visitare QUESTO LINK

Recensione: Mani di Fata Settembre 2015 – Un anno pieno di sorprese!

Le recensioni di Ivan, Libri

Sono anni ormai, e non solo perché ho il privilegio di avere con loro una collaborazione, che acquisto Mani di Fata, la famosa rivista meneghina di ricamo e non solo!
Soprattutto, amo in modo particolare il numero di settembre. Perché vi domanderete? Perché a mio avviso è uno dei numeri con più sorprese!

C8MF0915Come consuetudine da molti anni ormai, sulla rivista in occasione del mese di settembre vengono presentati alcuni nuovi disegni per il pizzo di Cantù (della quale per mia fortuna, ho ereditato quasi tutti i numeri speciali sulle scuole), e quest’anno tra i disegni più classici spiccano 12 bellissimi cartoni (acquistabili online su sito di Mani di Fata o in tutti i negozzi Canetta) con i disegni per creare stupendi medaglioni o gioielli deidicati ai segni zodiacali. Oltre ad alcune bellissime idee ricamo per la casa, nella parte finale della rivista troviamo 8 bellissimi modelli da lavorare a maglia, due dei quali da uomo. In particolare ho apprezzato il maglione scollo a V con trecce aran realizzato con filato CAMEL di LaneCardate.
Sempre con molti dei modelli realizzati con filati LaneCardate, in allegato alla rivista troviamo lo speciale “Accessori Creativi”, con tante idee per creare per se o idee regalo, compreso un elegante cappottino per cani a trecce!
Stupendo in ultimo lo speciale “CARTAMODELLI TESSUTO&TRICOT”, con due bellissimi cartamodelli per una mantella e una maglia da realizzare in lana cotta e inserti tricot in LAMORA (sempre LaneCardate), spiegati passo passo sulla rivista! In più un uncinetto da 3 mm Prym in alluminio in regalo!

Che dire, Mani di Fata, anche questo settembre mi hai sorpreso!

Learn to Do Bavarian Crochet: una tecnica facile e d’effetto

Le recensioni di Ivan, Libri, Tecniche dell'Uncinetto, Uncinetto

Mi sono accorto che questo mese, ahimè pieno di brutte sorprese, ancora non vi avevo recensito nemmeno un libro! Bene, direi che si può riparare immediatamente cari followers! Oggi partiamo insieme alla scoperta di un punto particolare lavorato all’uncinetto che sicuramente farà innamorare molti di voi:

BAVARIAN CROCHET
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Il Bavarian Crochet, da noi conosciuto semplicemente come “punto bavarese” è una tecnica dell’uncinetto lavorata soprattutto, come certo avrete intuito dal nome, nell’omonima regione della Germania. Le sue origini, come per molte tecniche, si perdono nella notte dei tempi, essendo stato tramando di generazione in generazione nella fredda Baviera da madre in figlia.

La tecnica in se è molto semplice, si tratta infatti di saper lavorare catenelle e maglia alta, ma l’effetto d’insieme che si può donare ai lavori finiti è semplicemente spettacolare.

LA TECNICA

Molto simile nella lavorazione delle classiche Granny Square (le mattonelle usate per creare soprattutto coperte, in Italia conosciute come “Old America”), da però un risultato finale decisamente diverso, infatti il punto bavarese risulta con un cambio colore che da un effetto ottico in 3D a lavoro ultimato. Il punto bavarese viene lavorato in due giri, che danno forma al così detto “Diamante”, la forma tipica della lavorazione. Può essere lavorato in un unico, grande quadrato per creare coperte, o in più quadrati più piccoli per creare oltre a queste anche accessori moda o per la casa (mantelle, sciarpe, cappelli, borse, cuscini, ecc..). Importante, a mio avviso, per ottenere un risultato davvero sorprendente, è cambiare tra loro almeno 3 tonalità di colore durante la lavorazione.
Ne video che vi propongo qui sotto potrete vedere in dettaglio la lavorazione passo a passo di una piastrella lavorata con il bavarian crochet, ma, è doveroso dirvelo, la tecnica può essere lavorata anche in piano oltre che in tondo, assumendo il nome di Bavarian Stitch.

IL LIBRO CONSIGLIATO

61RU0wHpkCL Learn to Do Bavarian Crochet (Jenny King, ED. Annies Attic -2010) oltre ad essere uno dei pochissimi libri dedicati a questo fantastico punto, è come moltissimi altri inserti della collana “Learn to do” di Annies Attic un vero piccolo tesoro da custodire.

Il Libro è ben scritto, in un inglese di facilissima comprensione, ricchissimo di immagini a colori e schemi semplici da intendere, una vera guida passo passo, adattissima sia ai principianti alle prime armi con l’uncinetto che vogliono sperimentare, sia a chi come me già esperto, vuole imparare con rapidità nuove cose. Nel libro sono presenti anche 9 progetti piuttosto carini e semplici per mettere alla prova quanto appreso.

51N8oG3pdoLVi segnalo inoltre sempre della stessa autrice: Bavarian Crochet On-The-Go (Ed. Annies Attic – 2013) dove la nostra Jenny King ci insegna attraverso 14 nuovi progetti, nuovi modi per impiegare questa tecnica da lei tanto amata. E per chi volesse diventare un vero esperto nella tecnica segnalo anche il DVD, dove l’autrice stessa illustra passo passo tutti i segreti del Bavarian Crochet.