Sfeltrire la lana?….Si può!

L'angolo della "Massaia", Maglia

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A chi nella vita non è mai capitato, almeno una volta, di sbagliare il lavaggio di un capo di lana ed infeltrirlo?
La lana, come ben sapete, è una fibra delicata e molto sensibile sia alla temperatura sia ad agenti chimici particolarmente aggressivi, basta infatti un lavaggio con acqua o troppo fredda o troppo calda, oppure un detergente non adatto, a rovinarne la struttura.

L’INFELTRIMENTO: CHE COSA E’?

Quando una fibra infittisce la propria massa, diventando meno permeabile all’aria, e perdendo dunque la propria elasticità e morbidezza, questa si dice infeltrita.
L’infeltrimento vine favorito da lavaggi con acqua saponata ad  alte temperature ed eccessive manipolazioni o sfregamenti della fibra.
Nell’industria spesso viene utilizzata proprio questa tecnica per ottenere panni utilizzati poi per l’abbigliamento.

lana infeltrita

Nell’immagine un esempio del cambiamento strutturale che la lana subisce infeltrendo.

Contrariamente a quanto si crede però, sfeltrire la lana non è un processo impossibile, di seguito vi illustrerò alcuni metodi che ho personalmente testato e mi hanno dato risultati sorprendenti sulla lana pregiata!

TRE METODI CASALINGHI PER SFELTRIRE LA LANA 

  • LEGGERO INFELTRIMENTO: nel caso il tuo capo in lana avesse un principio di infeltrimento (che può essere dato anche dal tempo) puoi salvarlo mettendolo in ammollo per 2 ore in 3 Lt di acqua a temperatura corporea (35*C circa) + 1 bicchiere (150 ml circa) di ammoniaca pura, avendo cura di girarlo di tanto in tanto senza eccessivi sfregamenti, risciacquare accuratamente. Un metodo alternativo, soprattutto per eliminare un leggero infeltrimento da lane molto delicate come angora e cashmere può essere quello di mettere il capo in ammollo un paio d’ore  in una soluzione di metà acqua fredda, metà latte. Se vuoi regalare un po’ più di morbidezza al capo non dimenticare di aggiungere nell’ultimo risciacquo un po’ di Aceto Ammorbidente!
  • MOLTO INFELTRIMENTO: Nel caso il tuo capo invece sia ormai molto infeltrito ed abbia perso completamente morbidezza ed elasticità, è bene procedere con un ammollo di almeno 6 ore in una soluzione composta da 5 lt di acqua a temperatura corporea, 50 g di acido citrico e 50 d di bicarbonato di sodio.
  • INFELTRIMENTO IN LAVATRICE: un errore spesso comune è quello di infeltrire la lana in lavatrice. Non sto dicendo che non bisognia mai lavare la lana in lavatrice, ma dipende dal tipo di lavaggio che la vostra macchina per il bucato di offre (QUI prossimamente un articolo sull’argomento). Se però ormai il danno è fatto, puoi rimediare mettendo il capo in ammollo per almeno 10 ore in una soluzione di 10 lt di acqua, un tappo di sapone neutro o delicato specifico per lana, un cucchiaio di alcool denaturato, 3 cucchiai di ammoniaca e 1 di trementina. Risciacqua accuratamente senza far subire shock termici al capo.

IL METODO “NUNCAS”

woolTra la moltitudine di prodotti che troviamo in vendita nei vari negozi di detersivi, i detergenti Nuncas sono tra quelli che preferisco, forse anche perchè erano quelli che si utilizzavano spesso in famiglia!
Uno dei metodi che preferisco quando accidentalmente infeltrisco un capo è quello che ho battezzato “IL METODO NUNCAS” perchè prevede l’utilizzo di 3 prodotti della marca che vi restituiranno il capo infeltrito come nuovo, ed in tempi abbastanza stretti:

  • Lava il capo infeltrito in una bacinella con 5 lt di acqua a temperatura corporea ed un tappo di Nuncas Wool 1, che è un detergente delicatissimo a base di germe di grano adatto a tutti i tipi di lana compresi cammello, cashmere ed angora, muovendo di tanto in tanto il capo, senza torcerlo o sfregarlo. Risciacqua.
  • Dopo un paio di risciacqui in sola acqua, effettua un breve ammollo di qualche minuto, premendo delicatamente il capo, con Nuncas Wool 2, un vero e proprio balsamo che andrà a nutrire in profondità le fibre. Togliere dall’ammollo e premere delicatamente il capo per eliminare l’acqua in eccesso.
  • l’ultimo passaggio è quello di mettere il capo in ammollo in 3 litri di acqua sempre a temperatura ambiente, con un tappo del miracoloso Sfeltro Nuncas, un prodotto che adoro, capace di restituire al capo infeltrito addirittura una taglia e di ristrutturare profondamente le fibre danneggiate. Nel caso di un infeltrimento grave, l’ammollo può essere prolungato sino ad un’ora. Non scordare di massaggiare delicatamente di tanto in tanto il capo!
    A questo punto il capo va tolto dal’ammollo senza essere risciacquato, va premuto per eliminare l’acqua in eccesso e messo ad asciugare in piano avvolto in un asciugamani di spugna. Per dare un ultimo tocco di morbidezza e se il tipo di lana lo consente, stira il capo da rovescio frapponendo un fazzoletto inumidito tra il capo stesso e la piastra del ferro.

LE CALZE: e tu che tallone e punta vuoi?

Maglia, Tecniche della Maglia

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Una delle prime cose che imparai a lavorare a maglia furono proprio le calze. Ricordo che uno dei tanti pomeriggi a casa con mia nonna Angela, seduti attorno al tavolo della sala, le mi mise in mano il mio primo gioco di ferri, un gomitolo di lana gialla, e mi spiegò per la prima volta come si lavorasse in circolare. Arrivati all’altezza del tallone mi prese il panico, ma lei come sempre pazientemente mi disse “niente paura, non è affatto difficile, basta semplicemente formare un angolo”…Ed in effetti è davvero così!

Anatomia delle calze: la prima con tallone lavorato a ferri accorciati, la seconda con tassello.

Anatomia delle calze: la prima con tallone lavorato a ferri accorciati, la seconda con tassello.

Lavorare una calza è simile per certi versi a lavorare una manica, si crea una lavorazione tubolare che “si piega ad angolo” formando il tallone, ed infine chiusa con una serie di diminuzioni in punta.
La prima decisione da prendere quando decidiamo di lavorare una calza è se lavorarla cuff-down, dal bordino alla punta in top-down oppure in toe-up, ovvero dalla punta a salire. La seconda importante decisione da prendere è quale tipo di tallone e quale tipo di punta scegliere, perchè a seconda del tipo di vestibilità, di “look” che vogliamo ottenere o dal nostro livello di capacità a lavorare a maglia abbiamo davanti a noi molteplici opzioni!
Ecco quindi perché ho deciso in questo articolo di presentarvi un mio nuovo progetto: una rubrica simile a “UN PIEDINO PER OGNI OCCASIONE” tutta dedicata alla lavorazione di punte e talloni delle calze! Periodicamente verranno pubblicati gli articoli che verranno a mano a mano nella lista sottostante (come se fosse un indice) per facilitarne di volta in volta la consultazione! In alcuni articoli mi permetterò di suggerirvi anche alcuni testi utili per imparare al meglio la lavorazione delle calze!

TALLONI

  • Short Rows Heel (tallone a ferri accorciati)
  • German Strap Heel
  • V-Heel
  • French Heel
  • Dutch Heel
  • Fish Lips Heel
  • Sweet Tomato Heel
  • Crystal Heel
  • Hat Heel
  • Non-Stop Heel

PUNTE

  • Paired decrease Toes (punte classiche a diminuzioni pareggiate)
  • Horizontal band toe
  • Star Toes
  • Spiral Toes
  • Flower Toes
  • Propeller Toes
  • Cat’s Moccassin Toe

DUE LIBRI CONSIGLIATI AI PRINCIPIANTI

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Se con questo articolo vi siete incuriositi, vorreste tentare di realizzare il vostro primo paio di calze, ma siete timorosi perché ancora principiati del lavoro a maglia THE SOCK KNITTER’S WOR KSHOP (Ewa Jostes e Stephanie Van Der Linden, Clarkson Potter Ed. -2010) e GETTING STARTED KNITTING SOCKS (Ann Budd, Interweave Pr – 2007) sono i libri che fanno al caso vostro!
Il primo è un vero e proprio work-shop, ovvero un corso, che parte dalle basi e guida passo passo il knitter alla scoperta del modo per lavorare al meglio le calze con un sacco di nozioni interssanti, il secondo manuale, come tutti i libri di Ann Budd, è un prezioso alleato per imparare a lavorare calze basiche sviluppandole in multitaglia! 

CORALINE: il pattern in vendita su Ravelry!

Maglia, Pattern

Amici ed amiche ecco il giorno tanto atteso, per festeggiare il nostro 3* terzo anniversario insieme, un lieto evento:
Apre ufficialmente i battenti il mio negozio di pattern online sulla piattaforma Ravelry! Inaugurerò il negozio con uno dei pattern che più hanno avuto successo quest’anno:

CORALINE – Guanto Base

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Coraline, è un paio di caldissimi guanti in Lana-Cashmere (o in alternativa Lamora) di LaneCardate. dal pattern basico, ma reso elegante, grazie al e semplice motivo a coste nella parte superiore della mano, ma soprattutto adatto ai principianti.
Il pattern è stato concepito per insegnare la lavorazione dei guanti a cinque dita ai miei allievi ai vari corsi che ho tenuto questo autunno, e
questo lo rende un ottimo primo approccio con la costruzione dei guanti a 5 dita sia per il knitter già esperto che vuole osare qualcosa in più, sia per il principiante che vuole spingersi verso lavorazioni in circolare più complesse.
Il modello è strutturato in due taglie, una adatta alla mano femminile ed una alla mano maschile, ma comunque facilmente modificabile per raggiungere la perfetta vestibilità!
Curiosi di provarli? non vi resta che accedere al link ed acquistare la vostra copia pdf del pattern!

   LINK PER L’ACQUISTO DEL PATTERN SU RAVELRY

Il Punto Twigg: un nuovo mo(n)do della maglia bicolore

Le recensioni di Ivan, Libri, Maglia, Tecniche della Maglia

Mi trovavo, come spesso faccio, a vagare per una delle librerie del centro di Milano, e trascinato da una forza “mistica” sono giunto al reparto “Tempo Libero”, li, tra un titolo e l’altro, un nuovissimo volume da poco stampato ha catturato la mia attenzione…non ho potuto fare a meno di acquistarlo ed ora lo recensirò per voi!

814unJVu9XL (1)IL PUNTO TWIGG (Vicki Twigg, Il Castello Ed. – 2015) traduzione italiana di “Twigg Stitch: A New Twist on Reversible Knitting” della Interweave è, come praticamente ogni libro edito dalla famosa casa editrice americana, un vero gioiellino di manuale che guida il knitter attraverso la scoperta di questo nuovo punto, simile per certi versi al punto brioches, di realizzazione abbastanza semplice una volta appresa la manualità necessaria a lavorare con due fili di colori diversi, e che da uno straordinario risultato bicolore e double-face ai nostri lavori a maglia!

Il manuale si sviluppa in 168 pagine, tutte a colori, ricche di immagini dei modelli, foto-tutorial delle tecniche da acquisire, schemi dei punti ben fatti, chiari e semplicemente comprensibili da tutti.

La traduzione è molto fedele all’originale, ben scritta, discorsiva. Una delle cose che più mi ha colpito di questo volume è la ricchezza di tecniche base spiegate all’interno delle sue pagine: tra i metodi di avvio troviamo ad esempio (credo per la prima volta su un testo tradotti in italiano) due metodi di avvio tipicamente “nordici”: il German Twisted Cast On ed il Norwegian Alternating Knit & Purl Cast On. Interessantissima tutta la parte ovviamente della lavorazione a due colori, che viene spiegata tenendo entrambi i fili nella mano destra per chi lavora English, entrambi i fili nella mano sinistra per chi lavora Continental, e tenendo un filo in ogni mano per chi come me è ambidestro!

Carini, molto, i 9 pattern (tutti di accessori) nella parte centrale del libro, che seguono passo passo, spiegati in modo semplice e chiaro, il knitter che vuole provare questa tecnica. Per chi poi, come me, vorrà osare con la fantasia, e provare a realizzare un proprio pattern con il punto Twigg, Nella quarta ed ultima parte del manuale, troviamo un’accuratissima raccolta di punti spiegati passo passo attraverso grafici e spiegazioni scritte.

In conclusione posso affermare che IL PUNTO TWIGG è un manuale straordinario, divertente, assolutamente accurato, che propone un nuovo metodo di lavorazione bicolore a maglia adatto a chi già ha esperienza di colorworks e vuole imparare qualcosa di nuovo, sia al principiante stufo dei soliti diritto e rovescio che desidera più colore nelle sue opere!

LINK per acquistare il libro scontato su Amazon

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Knitting It Old School: fascino e stranezze d’altri tempi

Le recensioni di Ivan, Libri, Maglia, Uncinetto

Ormai dovreste saperlo, io amo molto il fascino del vintage!

Chi mi segue da tempo forse ricorderà che qualche mese fa avevo già recensito per voi Retro Knits in QUESTO articolo, un libro straordinario con modelli davvero chichissimi, ma le mie ricerche mi hanno portato a scoprire un nuovo, coloratissimo compendio di modelli:

000-CoverKnitting it Old School: 43 Vintage-Inspired Patterns di Caro Sheridan & Stitchy MacYarnpants ( Turner Pub Co. – 2010) è un volume che ci porta alla scoperta del fascino retrò da portare con noi durante tutto l’anno, vacanze incluse!

I 43 pattern proposti dal manuale prendono ispirazione dai colori e dai modelli più cool, sgargianti ed eleganti dagli anni ’40 ai stroboscopici anni ’70, seguendo tra loro il filo logico del viaggio, dell’occasione speciale o delle vacanze al mare in estate, o montagna in inverno. Tra i pattern, realizzati sia a maglia sia alcuni all’uncinetto, troviamo costumi da bagno, prendi-sole, guanti, cappelli, pullover, persino qualche amigurumi e soprattutto alcuni modelli da uomo davvero interessanti!

Il volume è di 180 pagine, suddivise in 5 capitoli (Beach Blanket Bonfire, Snowbound, Vrrrrooom, Shake a Tail Father e Sci-Fiber), ogni modello è facilmente rintracciabile sull’indice. Le pagine sono a colori, ricchissime di immagini dei pattern, ed ogni pattern è accompagnato da una descrizione, schema e spiegazione scritte di facile comprensione anche per coloro che non amano troppo l’inglese.
I modelli sono adatti a tutti i livelli di capacità, ed io personalmente li trovo divertenti ed alcuni molto interessanti da lavorare sia per i principianti che non vogliono rinunciare all’eleganza di un tempo lavorando modelli più semplici, sia a più esperti che magari desiderano sperimentare qualche nuova costruzione mai fatta prima.

In conclusione Knitting it Old School è un libro che sento di dover consigliare, e che sicuramente potrebbe essere divertente portare con se in valigia per creare qualche capo last-minute per le nostre vacanze! 

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