Un Coupon per un Buon Natale!

Maglia, Pattern, Uncategorized

Carissimi e carissime followers, per augurarvi un lietissimo e felice Natale e festeggiare insieme il primo anniversario del mio blog un piccolo pensiero per voi:

Utilizzando il codice promozionale XMAS-GLOVE dalle 00.00 alle 23.59  del 25-12-2015 potrete acquistare il mio pattern CORALINE con uno sconto del -20%!

brilliant_christmas-_wallpaper

Il Macramè Rumeno: la mia prossima sfida

Macramè Rumeno, Pizzi e -Merletti, Ricamo, Tecniche del Ricamo, Tecniche dell'Uncinetto, Uncategorized, Uncinetto

Sapete ormai molto bene quanto io ami pizzi e merletti; fanno parte di me, con i loro intricati intrecci di filo che danno vita ad ariosi disegni. Oggi voglio raccontarvi qualcosa a proposito di una tecnica che da noi in Italia (caso strano) è ancora poco conosciuta, ma che mi ha letteralmente fatto perdere la testa.

11011675_1599709303619189_2314067587628524562_n

Mi sono imbattuto nel macramè rumeno quasi per caso un giorno su internet facendo ricerche sul macramè classico, visitando il blog di Nunzia Gregorio, una bravissima cultrice di questo tipo di merletto, che ha anche fondato l’unico gruppo Facebook italiano sull’argomento. Da quel giorno (circa 2 anni fa) ho fatto molte ricerche sull’argomento, ed ora voglio condividere con voi quanto ho scoperto.

IL MACRAME’ RUMENO: STORIA ED ORIGINI

Contrariamente a quello che si potrebbe dedurre dal nome, il macramè rumeno non è nato in Romania. La sua origine parrebbe trarre i natali nel XVIII secolo in Europa centrale (l’allora Impero Austo-Ungarico) e particolarmente in Ungheria/Jugoslavia, portato (pare) dai nobili francesi in fuga dalla rivoluzione.
Ben presto questa tecnica ebbe un enorme successo, particolarmente durante l’epoca vittoriana quando pizzi e merletti erano in gran voga, e si espanse dall’Europa centrale in Germania, Danimarca, Ucraina, Russia, raggiungendo il suo apice in bellezza e pregio proprio nella regione della Transilvania, in Romania soprattutto negli anni del regime comunista, quando la tecnica veniva addirittura insegnata nelle scuole e cooperative femminili vendevano i propri pizzi nei negozi ai danarosi clienti stranieri.

Inizialmente conosciuto come macramè ad uncinetto, venne nei secoli ribatezzato lasetă românească (appunto macramè rumeno) sia per l’enorme diffusione che questo pizzo ebbe in Romania, sia per differenzialo dal macramè classico (con la quale in effetti ha poco in comune). La tecnica oggi è particolarmente conosciuta negli USA grazie a Sylvia Murariu, autrice negli anni ’90 di due bellissimi libri sull’argomento  (in Italia rintracciabili solo su Tombolo e Disegni), ed in Giappone grazie a Chizuko Shiratori che creò nel 1994 la Japan Romanian Lace Association, una scuola di macramè rumeno a Tokyo che ben presto aprì molte altre succursali nel paese del Sol Levante.

COS’E’ IL MACRAME’ RUMENO 

33544845_2_1000x700_pantlas-97cm-fata-de-masa-decor-macrame-laseta-cu-8-goblene-fotografii

Proprio come era l’Impero Asburgico, il macramè rumeno è un vero e proprio crocevia di tecniche che si uniscono a formare questo pizzo particolare e di grandissimo effetto. La tecnica infatti è un misto tra Pizzo Rinascimento (dalla quale prende ispirazione), pizzo irlandese ad uncinetto e ricamo ad ago.  Oltre ai disegni orginali (che spesso sono disegnati a mano e difficilmente reperibili sul mercato, se non solo in vecchie publicazioni), per questa tecnica possono essere facilmente adattabili i pattern per il pizzo rinascimento o i cartoni per il tombolo.
I disegni tipici di questa tecnica prendo spesso spunto dalla natura, infatti la maggior parte sono ricchi di fiori, foglie, farfalle, uccellini, acini d’uva e foglie di vite.
Spesso i pizzi vengono impreziositi con applicazioni centrali in lino o cotone ricamanti a mezzo punto, punto gobelin o punto croce.

5bcc9aca2d0678f406e0a6ed3c9e7a63

Le fasi della lavorazione del Macramè Rumeno

COME SI LAVORA

Contrariamente a quanto si possa credere il macramè rumeno non è affatto una tecnica impossibile da realizzare, ci vuole soltanto molta (e sottolineo MOLTA) pazienza e un po’ di dimestichezza con il ricamo ad ago, che si acquisisce col tempo.
Viene innanzitutto creato un cordoncino ad uncinetto, che può essere lavorato a piacere in diverse varietà, dalle più semplici alle più elavorate a seconda del risultato finale che si vuole ottenere.
Il disegno, proprio come avviene per la lavorazione del pizzo rinascimento, viene decalcato o fissato su stoffa con la tecnica dello spolvero, e in seguito viene ricoperto,con il cordoncino creato che vi viene imbastito seguendo le linee del disegno stesso. Successivamente a questo passaggio, la stoffa con il cordoncino imbastito viene fissata o su un telaio da ricamo o su un cuscino da tombolo.

A questo punto, dopo aver fissato il cordoncino in corrispondenza di curve e disegni articolati, vengono ricamate le parti interne di petali, fiori, foglie, corolle, ed in generale gli spazi vuoti del merletto con punti di ricamo ad ago, che  prendono ispirazione dai punti tipici del ricamo veneziano. Una volta ultimati i ricami, il pizzo viene staccato dal disegno (che rimane quindi utile per successivi lavori.

IL MIO PROGETTO 2016

Per questo anno che comincia ho deciso di lanciarmi una nuova sfida. E’ da molto tempo che rimando, preso da mille altri impegni, ma in questo 2016 ho deciso di imparare questa tecnica.
In una serie di prossimi articoli, pubblicherò per voi i miei imparaticci e lavori, i tutorial passo passo alla scoperta di questa tecnica, che potremo imparare insieme!
Il primo lavoro che tenterò di eseguire sarà proprio il “TRISKELE” della foto pubblicata poco sopra, il cui tutorial potete scaricare gratuitamente su RAVELRY.
Ora non resta che cominciare!….

IDEE REGALO NATALIZIE 2*: PER I PIU’ GRANDI!

Lane & Filati, Libri, Maglia, recensioni, Ricamo, Uncategorized, Uncinetto

Amici ed amiche dopo l’articolo dedicato ai regali “magliosi” da fare ai più piccoli, è giunto il momento di dedicarci a noi grandi!

Come per il precedente articolo i suggerimenti saranno divisi in categorie e tutti i prodotti che vi suggerirò sono comodamente acquistabili su AMAZON e con spedizione gratuita se iscritti o provando PRIME. Per accedere ai link per acquistare i prodotti basta semplicemente cliccare sul nome del prodotto stesso!

LIBRI

PicMonkey Collage

 

I libri come ben sapete, sono una mia grande passione, e per ogni buon creativo/creativa è sempre molto comodo avere a portata di mano un buon manuale, soprattutto se si vogliono imparare tecniche nuove.
1) AI FERRI CORTI  di Alice Twain può essere un ottimo pensiero da fare a chi da tempo desidera imparare a lavorare a maglia: è un ottimo manuale, ben scritto, sintetico, in italiano e che spazia su moltissimi argomenti (potete trovare la mia recensione QUI)

2) IL PUNTO TWIGG di Vicky Twigg è il regalo ideale da fare o da farsi quando già si sa lavorare a maglia e si decide di sperimentare un nuovo tipo di lavorazione bicolore molto divertente!  E’ un libro chiaro, pieno di immagini a colori, schemi e pattern davvero interessanti. ((potete trovare la mia recensione QUI)

3)MAGLIERIA VINTAGE PER BAMBINI di Rita Taylor potrebbe essere il regalo più prezioso da fare a futuri mamme e papà amanti della maglia. Il volume racchiude un’interessante selezione di schemi per bambini dagli 0 ai 18 mesi, basati su modelli vintage dall’epoca vittoriana agli anni ’50. Presto lo recensirò per voi!

FERRI ED UNCINETTI
512PY+K2Y+L

Gli UNCINETTI CLOVER AMOUR  potrebbero realizzare i sogni più “lussuriosi” di ogni amante dell’uncinetto. Sono degli eccellenti uncinetti ergonomici, con impugnatura morbida in gomma, testa in alluminio satinato ed estremamente leggeri. Non affaticano la mano durante la lavorazione (soprattutto se si lavora per tempi molto prolungati) e sono adattissimi sia a principianti sia ai più esperti.

Sono disponibili in misure singole o in due comodi kit: MISURE PICCOLE (0.60 – 0.75 – 0.90 – 1.00 – 1.25 -1.50 -1.75) e MISURE GRANDI (2- 2.5 – 3 – 3.5 – 4 – 4.5 – 5 – 5.5 -6). I due kit sono sicuramente di una fascia prezzo medio alta (dai 40 ai 60 euro) ma posso garantire che la qualità ne giustifica il costo!
411hrTCkkqLEd a proposito di qualità, un regalo da farsi o da fare per gli amanti della
maglia facendo un investimento sul futuro potrebbe essere un KIT DI FERRI HIYA HIYA. Gli hiya hiya sono ferri di qualità eccellente, sono tra i miei preferiti da quando li ho provati. Il bello di questi ferri da maglia è che si adattano a tutte le richieste anche del knitter più esigente: le punte possono essere scelte tra STEEL e SHARP (arrotondate o aguzze), i cavi sono straordinariamente flessibili, quasi privi di memoria e con attacco telescopico: il cavo ruota insieme all’aggancio mentre si lavora, riducendo il rischio che si spezzi e facilitando il lavoro soprattutto quando si addottano tecniche come il magic loop. Altra scelta possibile ricade sul materiale: ACCIAIO INOX o BAMBOO, entrambi di qualità eccellente, i primi decisamente leggeri e maneggevoli, i secondi estremamente lisci, con un ottimo grip.
I kit Hiya Hiya sono disponibili in due versioni: Misure piccole (dal 2.75 a 5 mm) e misure grandi (dal 5.5 al 10 mm) con in corredo una bellissima pochette portaferri in seta cinese disponibile in molti colori, e cadi da 40-60-80 e 100 cm.

Come vi dicevo gli Hiya Hiya sono ferri di fascia prezzo alta (50-70 euro), ma la qualità e l’eccellenza dei materiale ne giustificano il costo, rendendoli un vero e proprio investimento sul futuro!

 

DIAMANT DMC – UN VERO GIOIELLO DI FILO

DMC, filati da ricamo, recensioni, Ricamo, Uncategorized

Tra le mie tante passioni, una di quelle che mi ha da subito conquistato è stata quella per il ricamo.

Era un giorno d’estate quando per la prima volta insieme alla mia inseparabile Francesca mi addentrai nel fantastico mondo del punto croce…e da allora non ho più potuto smettere.
Oggi voglio raccontarvi un po’ di cose riguardo ad uno dei filati che più mi hanno conquistato: DIAMANT DMC.
380_00_650x650.jpg
Diamant è un nuovo mo(n)do di vedere il ricamo con fili metallizzati e non solo.
Probabilmente molti/e di voi ricorderanno le vecchie versioni del LIGHT EFFECT DMC, che tendevano a risultare molto fragili e spesso difficoltose da lavorare soprattutto per i principianti; ma con Diamant è tutto più facile!


A differenza del Light Effect che ha composizione 100% poliestere ed è (come nel caso delle matasse di cotone) diviso in 6 capi, Diamant è un filo ad un capo composto in 75% viscosa e 25% poliestere metallizzato, il che lo rende molto più morbido e quindi più facile da utilizzare non solo per i lavori di ricamo e punto croce, ma anche per il chiacchierino ad ago e il merletto al tombolo.
E’ facilmente utilizzabile su qualunque tessuto (cotone, lino, seta, raso…), garantendo la giusta copertura.
Un’ulteriore chicca è il fatto che Diamant viene prodotto in Giappone, patria del filo metalizzato per eccellenza (pensiamo al ricamo in oro).
Lo possiamo trovare in commercio in 12 bellissime colorazioni, rendendosi così adatto ad impreziosire ogni lavoro: Oro chiaro (D3821), Oro (D3852), Argento Chiaro (D168), Argento (D415), Oro & Nero (D140), Rame (D301),Bianco (D5200), Nero (D310), Rosa (D316), Rosso (D321), Verde (D699), Bronzo (D898)

color_card_380

Le 12 colorazioni disponibili

12274212_10153773104099521_9004239127484885222_n

Il ricamo a punto croce a tema natalizio con cui ho testato Diamant

Ho personalmente testato il filato Diamant sia con la tecnica del punto croce, sia con la tecnica del chiacchierino ad ago, ed il filato ha superato i test a pieni voti: lo ho trovato flessibile, facilmente lavorabile, ben scorrevole e mi ha colpito soprattutto che rispetto alla maggior parte degli altri filati metallizzati in commercio, non tende affatto a dividersi o spezzarsi mentre viene lavorato, ed è leggermente più spesso di un capo di cotone mouliné e quindi perfettamente lavorabile come filo singolo.

In conclusione posso affermare che DIAMANT DMC è un filato di qualità eccellente, che ha superato tutte le mie aspettative e soprattutto sfatato tutte le riserve che avevo sulle mie precedenti esperienze con filati metallizzati da ricamo. E’ un filato che sento di poter consigliare e che certo non può mancare nella scatola dei fili di ogni ricamatore/ricamatrice e merlettaio!

LO SCHEMA GRATUITO DA DMC

Per tutti i miei fedeli lettori, di seguito, un bellissimo schema gratuito da scaricare e ricamare con DIAMANT gentilmente concesso dagli archivi di DMC ITALIA!

PDF: SCARICA QUI IL PDF CON LO SCHEMA DEL CUSCINO PORTACHIAVI

12312119_10208205670050647_756161596_n.jpg

MODERN LACE KNITTING – Due grandiosi libri sul pizzo a maglia

Le recensioni di Ivan, Libri, Maglia, Tecniche della Maglia, Uncategorized, World Knitting

Da quando ho imparato a tenere in mano i ferri, ho sempre avuto due obbiettivi da raggiungere: il primo era arrivare a lavorare delle trecce Aran perfette (e direi di avercela fatta!), il secondo era arrivare a raggiungere il talento di mia nonna nella lavorazione del lace.

12341618_10153768778329521_3322912507276444799_n

Centrino lavorato da mia nonna con la tecnica del lace knitting su gioco di ferri

La lavorazione del pizzo a maglia, e non sto parlando di semplici trafori, ma veri e propri merletti lavorati ai ferri, è uno di quei tipi di lavoro che richiede dedizione, tecnica, buona manualità, e certamente per raggiungerle un ottimo libro didattico può essere utile! Due anche meglio!

A1BQ-FWeA8L._SL1500_

FIRST BOOK OF MODERN LACE KNITTING (Marianne Kinzel,  Dover Pubns – 1972) è da ormai 40 anni uno dei migliori testi didattici sulla lavorazione del lace (non a caso è stato ristampato più e più volte).
Il volume  è strutturato in 92 pagine e 4 capitoli ( Istruzioni di base, Istruzioni per lavorare i pizzi su due ferri, istruzioni per lavorare i pizzi in tondo e in ultimo lavorare schemi quadrati.)

Il libro mi ha colpito soprattutto per alcuni particolari molto curati dal’autrice: nella parte riguardante i ferri da utilizzare per la lavorazione del lace ad esempio c’è una piccola parte dedicata alle misure dei calibri dei ferri in acciaio per pizzo (che ai tempi in cui venne scritto il libro avevano delle misure particolari). Tutta la parte didattica è spiegata in un inglese semplicissimo e facilmente comprensibile, tenendo conto che prima di addentrarsi nel mondo del pizzo a maglia, è bene avere alle spalle un minimo di esperienza coi ferri. Ogni spiegazione è corredata di foto-tutorial in b/n molto chiari e semplici da seguire, ed inoltre (una chicca in più) le istruzioni per seguire i grafici dei vari lace presentati nel libro sono spiegate per knitter americani, inglesi, francesi e tedeschi!

12 pattern di centri, centrini e tovaglie sono presentati nella seconda parte del manuale, e malgrado siano passati 40 anni dalla loro stesura, conservano un fascino assolutamente moderno ed ancora attuale. Molti dei modelli presentati sono modulari, e quindi da finire a discrezione del/la knitter! Ogni pattern è spiegato passo passo molto semplicemente e presenta il grafico dettagliato del punto da utilizzare.

81rexu-HhpLSECOND BOOK OF MODERN LACE KNITTING (Marianne Kinzel,  Dover Pubns – 1973) è il passo successivo per diventare veri esperti nella lavorazione del pizzo ai ferri.

Il volume si sviluppa in 108 pagine e 5 capitoli, e approfondisce maggiormente lavorazione di moduli quadrati, rettangolari e ovali introducendo anche nuove tecniche di avvio e pizzi più complessi.
Curatissima e imperdibile tutta la parte legata al lavaggio e bloccaggio dei pizzi.
Oltre ad introdurre nuove forme da lavorare (come dicevo prima rettangoli e ovali), interessantissimo anche il III capitolo, incentrato tutto sulla lavorazione dei pizzi a maglia con filati di lana .
Anche qui come nel primo libro ritroviamo una eccellente parte didattica, corredata di fototutorial, ed altri 12 pattern tutti spiegati in modo chiaro, comprensibile e con grafici dei punti utilizzati

In conclusione posso dire che FIRST BOOK OF MODERN LACE KNITTING  e SECOND BOOK OF MODERN LACE KNITTING sono due vere e proprie bibbie della lavorazione a lace ai ferri che non possono mancare sullo scaffale del knitter che vuole osare sempre di più ed addentrarsi in questo mondo fatto di leggeri filati e trafori, gettati e diminuzioni complesse che vi avverto…crea dipendenza!